E' tornato a parlare di calcio femminile dopo la dolorosa eliminazione alla fase a gironi dell'Europeo della scorsa estate, Antonio Cabrini. L'ex CT della Nazionale, che durante la sua esperienza alla guida delle Azzurre ha conquistato un quarto di finale all'Europeo 2013, la mancata qualificazione al Mondiale 2015 (sconfitta allo spareggio con l'Olanda) e, appunto, il risultato - deludente alla luce della condizione delle avversarie - a Euro 2017, si è mostrato fiducioso sullo sviluppo del calcio femminile in Italia.

Presto al top

Intervistato da Repubblica, l'ex terzino campione del Mondo nel 1982 si è detto convinto che il calcio femminile italiano presto sarà ai livelli delle grandi d'Europa: 'Il movimento è in crescita, tra cinque anni raggiungeremo le nazioni più evolute'. Naturalmente per arrivare a quei livelli servono grandi investimenti, e in queste ultime stagioni si sta muovendo qualcosa, soprattutto dopo l'apertura dei club professionistici maschili: nella nostra Serie A adesso ci sono Juventus, Fiorentina, Sassuolo, Empoli, Atalanta e Chievo Verona. Sicuramente nomi che richiamano sponsor e interesse dei grandi media, condizioni imprescindibili per lo sviluppo del movimento. Ma non basta.

Una questione culturale

Infatti, è ancora - purtroppo - opinione diffusa che il calcio non sia uno sport da far praticare alle bambine. Cabrini ha continuato, parlando dell'attuale situazione: 'E' cresciuto il rispetto. Quella bestialità sessista che scappò di bocca al dirigente non sarebbe più possibile, sono sicuro'. Per chi non lo sapesse, l'ex presidente della Lega Nazionale Dilettanti Felice Belloli, si rese protagonista durante una riunione di una espressione offensiva che di lì a qualche settimana lo costrinse a farsi da parte anche a causa delle strameritate squalifiche da parte della giustizia sportiva ('Basta dare soldi a queste quattro lesbiche').

Sugli altri pregiudizi, uno in particolare che sta molto a cuore alle mamme che cercano in tutti i modi di evitare che le proprie figlie si diano al calcio è quello delle 'gambe storte': 'E poi si è capito che il calcio non fa venire le gambe storte! Quelle, se le hai già te le tieni, ma più storte non diventano', il commento di Cabrini.

Purtroppo non è andata come si sperava con il Bell'Antonio, ma le strade sue e quella della Federazione in quel momento si sono unite per tanti motivi.

Probabilmente non sarà ricordato per i risultati conseguiti, ma sicuramente per essere stato il primo CT della nuova era del calcio femminile italiano, quello della rinascita e della crescita definitiva. Speriamo davvero sia così.

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