Un belga napoletano. Se fosse il titolo di un film, quello dedicato alla vita di Dries mertens non avrebbe alternative. Napoli per Mertens è la città che non solo lo ha reso un bomber di altissimo livello fino a consentirgli la candidatura al Pallone d'Oro, ma è anche il luogo che lo ha fatto crescere, ingoiare qualche panchina amara come vice Insigne al suo primo anno in azzurro e trasformarsi in prima punta con l'infortunio dell'anno scorso a Milik, rivelandosi la svolta nella carriera del folletto. Un anno intero, dal momento in cui il polacco si è fermato, nel quale Mertens è cresciuto, diventando il bomber che può portare il Napoli allo scudetto per la prima volta dopo l’era Maradona.

Insomma, un'autenrtica svolta per la sua carriera.

Il sogno tricolore

Inutile negarlo. L'obiettivo di questa stagione per il club di Aurelio De Laurentiis è vincere il terzo scudetto della sua storia e non ci sono paragoni con il Napoli degli anni scorsi che aveva exploit incredibili nel girone di andata (in particolar modo con Mazzarri alla guida) per poi ritrovarsi a lottare per la Champions. Stavolta gli azzurri ci credono e lo fa anche Mertens, che in un'intervista al quotidiano La Repubblica confessa: “È naturale che metterei la firma per giocare male e vincere lo scudetto però a renderci una squadra di alto livello è stato proprio il gioco e solo esprimendoci in questo modo possiamo restare in alto, divertendoci noi in campo e divertendo anche i nostri tifosi.

La favorita, per me, resta sempre la Juventus ma noi lotteremo”.

Casa Napoli

A Napoli ha trovato ciò che cercava. I napoletani affettuosamente lo hanno ribattezzato Ciro, il nome più comune in città dopo Gennaro, santo patrono del capoluogo partenopeo a cui anche il cardinale Sepe ha chiesto un “aiuto” per lo scudetto dal ritiro di Dimaro.

Ciro Mertens conosce Napoli da cima a fondo e racconta la sua emozione quando vive in prima persona il calore dei napoletani: “Non ero abituato a cose del genere quando ero in Belgio, se entro in una pizzeria e vedo attaccate al muro delle mie foto è una cosa che mi fa enormemente piacere. Ho creato un rapporto speciale con i napoletani, anche perché non avendo figli posso trascorrere più tempo lontano da casa e ciò mi ha consentito di conoscere tanta gente”.

Mertens parla anche dei suoi colleghi che hanno rifiutato il trasferimento in azzurro: “Sono calciatori che non sanno cosa si perdono”.