L'uomo del momento in casa Inter è sicuramente il centravanti argentino, Mauro Icardi, autore di una doppietta decisiva nella vittoria per 2-0 contro l'Atalanta di domenica scorsa, che ha permesso alla sua squadra di tornare al secondo posto, superando la Juventus che ha perso a Genova contro la Sampdoria, salendo a 33 punti, a due punti dal Napoli capolista.

Con i due gol alla squadra bergamasca, il capitano nerazzurro è salito a tredici reti in tredici partite disputate, più del cinquanta per cento dei gol totali realizzati dall'Inter in campionato fino a questo momento (venticinque).

Tredici gol che lo hanno portato al secondo posto in classifica cannonieri, a due lunghezze da Ciro Immobile (in testa a quindici reti) e a più uno su Paulo Dybala, a segno contro la Sampdoria nonostante la sconfitta, e più tre su Dries Mertens, che non sta attraversando il periodo migliore dal punto di vista realizzativo. Prestazioni che sono figlie anche dei consigli del tecnico, Luciano Spalletti, che ha definito Icardi serpentesco in aria, ma che è riuscito a trarre il meglio dal suo attaccante anche fuori dall'area, portando l'attaccante argentino a sacrificarsi molto anche nel dare una mano ai compagni e a rincorrere i suoi avversari. Due reti, quelle di domenica, arrivate nonostante il problema al ginocchio che, per sua stessa ammissione, non è andato via ma sicuramente è diminuito rispetto al fastidio che gli ha procurato durante la partita contro il Torino, finita 1-1.

Il parere di Biasin

Della grande prestazione di Icardi ha parlato anche il giornalista di Libero, Fabrizio biasin, che nel suo editoriale su Tuttomercatoweb ha scritto: "Sembra grottesca come cosa eppure c'è qualcuno che nutre ancora dubbi sulle qualità di Mauro Icardi. Si fa fatica a riconoscere le qualità di un giocatore che, a soli 24 anni e 9 mesi, ha messo a segno novantaquattro reti, in un'Inter che finalmente sembra avere le sembianze di una squadra vera, in grado di raggiungere l'obiettivo che si è prefissato inizialmente.

L'Inter è Icardi, così come anche tutti gli altri, ha ancora tanti difetti ma è brava a nasconderli con l'unità di intenti, il remare tutti insieme verso l'obiettivo, la forza di credere in Spalletti e quel suo Noi siamo l'Inter. Fino ad un paio di mesi fa gli si poteva dare del pazzo nel credere alle qualità dei suoi giocatori, ora invece ci credi per davvero. La strada da percorrere è ancora lunga, ma sembra asfaltata con cura".