Carlo Tavecchio prende tempo ed in buona sostanza, nonostante la sua 'corte' stia perdendo pezzi, è invero difficile che oggi rassegni le sue dimmissioni dalla guida della FIGC. Anzi, a meno di cataclismi al Consiglio Federale, è praticamente impossibile. A dargli una mano è la situazione complessiva delle principali Leghe: tanto la serie A che la serie B sono attualmente commissariate ed è probabile che il presidente federale chieda il voto di fiducia il mese prossimo, quando entrambe avranno una nuova guida e, dunque, chi di dovere sarà pienamente in grado di esprimere una preferenza.

Il fronte di Tavecchio

Giochi di potere che potrebbero danneggiare ulteriormente un calcio italiano che, se non è malato terminale poco ci manca. Ma Tavecchio non molla ed intende prendere tempo. A guardare oltre le righe, cerca alleati dopo lo strappo della Lega Pro di Gravina e l'opposizione dell'AIC di Tommasi. Continuano a sostenerlo l'AIA di Nicchi e l'AIAC di Ulivieri, ma il fatto che Gravina si sia messo di traverso negli ultimi giorni non è certamente beneaugurante per il presidente federale meno popolare della storia del calcio italiano. Pertanto, se consideriamo che il favorito per assumere la presidenza della Lega di serie B è Mauro Balata che è molto vicino a Tavecchio e che in serie A sono ancora in tanti che lo sostengono, ad iniziare da Andrea Agnelli, non è assurdo ipotizzare che il presidente chieda ancora 'pazienza' alle altre componenti del calcio italiano.

Starebbe lavorando giorno e notte ad un 'piano di risanamento', chiederà di votarlo a dicembre quando le principali Leghe saranno nel pieno del loro organico, con una vera guida. Tutto questo nonostante le previsioni del numero uno del CONI, Giovanni Malagò, convinto che Tavecchio si presenterà al Consiglio da dimissionario.

"Si tratta di una mia impressione - ha sottolineato - ma potrei sbagliarmi. Però anche dal punto di vista umano sarebbe meglio per lui".

Il nodo della Lega Dilettanti

In realtà c'è uno scoglio da superare ed è costituito dalla Lega Nazionale Dilettanti di Sibilia il cui sostegno al presidente dela FIGC è tutt'altro che scontato.

La LND, infatti, conta sei membri nel Consiglio Federale: quanto basta, a conti fatti, per far mancare il numero legale e dichiararlo decaduto. Sempre che non riesca la 'melina' di Tavecchio intenzionato a posticipare a dicembre la votazione.

Slitta la scelta del nuovo CT?

Quanto al nuovo CT della Nazionale, è un discorso parecchio complesso. Al momento Tavecchio non ha un nome certo ed è più che probabile, stando alle dichiarazioni del suo agente, che Carlo Ancelotti abbia risposto 'picche' alla proposta federale. Del resto, in questa situazione di incertezza estrema, non sarebbe certamente possibile avere le garanzie richieste dal punto di vista contrattuale o anche sotto il profilo della gestione.

Quanto alle alternative ventilate in questi giorni, si tratta più che altro di indiscrezioni senza alcuna conferma. Se Ancelotti, come pare, dovesse rifiutare la proposta della FIGC, riprende quota la soluzione temporanea: quella di un CT a tempo determinato individuato in Gigi Di Biagio, in attesa magari che si liberi Antonio Conte, altro obiettivo dichiarato di Carlo Tavecchio. Sempre che domani quest'ultimo sia ancora alla guida della Federcalcio.