Inter-Bologna il prossimo 11 febbraio alle ore 15 ed una vittoria da ottenere a tutti i costi per i nerazzurri. In primo luogo per smuovere in maniera significativa una classifica che da oltre due mesi è caratterizzata da un passo di lumaca, ma c'è anche l'obiettivo di evitare un risultato negativo che sarebbe storico. Se l'Inter non batte i rossoblu, saranno nove le gare senza vittoria: non è mai accaduto nella parabola ultracentenaria del club milanese. E così la squadra di Luciano Spalletti che fino all'inizio dello scorso dicembre era stata accostata ad alcune grandi e vincenti Inter del passato, rischia seriamente di entrare nella storia, ma dalla parte sbagliata.

Record negativo eguagliato la scorsa stagione

Dati alla mano, sono otto le gare consecutive dell'Inter senza successi. L'ultima vittoria è quella roboante contro il Chievo (5-0) dello scorso 3 dicembre. Sono poi seguiti il pareggio in casa della Juventus (0-0) e due sconfitte, quella casalinga con l'Udinese (1-3) e l'altra sul campo del Sassuolo (0-1). Poi cinque pareggi consecutivi contro Lazio (0-0), Fiorentina, Roma, Spal e Crotone, gli ultimi quattro con l'identico punteggio di 1-1. Anche nella passata stagione 2016/2017 i nerazzurri andarono incontro ad una simile serie negativa, ma di gran lunga peggiore. L'Inter infatti inanellò due pareggi con Torino e Milan e ben sei sconfitte ad opera di Sampdoria, Crotone, Fiorentina, Napoli, Genoa e Sassuolo.

Il pesante bilancio venne condiviso da due allenatori, da Stefano Pioli che venne esonerato dopo la sconfitta con il Genoa e, suo malgrado, anche da Stefano Vecchi che traghettò la squadra fino alla fine del campionato. I nerazzurri interruppero la serie negativa alla penultima giornata, vincendo 3-1 sul campo della Lazio. I successi nelle ultime due partite di campionato furono peraltro insufficienti per garantire un posto in Europa League: la squadra chiuse il torneo al settimo posto.

Pioli e Vecchi, anche se quest'ultimo in mimina parte, si ritrovarono pertanto negli almanacchi sportivi per un risultato negativo che la Beneamata aveva realizzato soltanto altre due volte nella sua gloriosa storia.

La serie negativa del 1948

Per trovare l'Inter protagonista di un simile filotto senza successi, infatti, bisogna innanzitiutto andare indietro di 70 anni.

La stagione 1947/48 fu tra le peggiori di sempre e la squadra fu protagonista in negativo di una serie di otto gare, tra febbraio ed aprile del 1948. La poco edificante striscia venne aperta dal k.o. (0-2) sul campo del Modena, seguito da altre quattro battute d'arresto contro Atalanta, Alessandria, Sampdoria e Juventus. Poi due pareggi con Lazio e Lucchese e la sconfitta nel derby contro il Milan. Il successo sarebbe stato ritrovato soltanto il 15 aprile 1948, 1-0 sul Livorno. Anche in questo caso fu un destino condiviso da due allenatori: il mitico Giuseppe Meazza venne esonerato dopo la sconfitta per 0-2 sul campo della Juventus e sostituito da Carlo Carcano. Quest'ultimo ad onor del vero non avrebbe concluso il torneo: dopo la vittoria sul Livorno, infatti, l'Inter andrà incontro ad altre quattro sconfitte consecutive che gli costeranno la panchina, al suo posto il presidente Carlo Masseroni ingaggia il gallese David John Astley che guiderà la squadra al 12° posto, a soli tre punti dalla Salernitana retrocessa in serie B.

Stagione 1981/82: la grande delusione ammortizzata dalla Coppa Italia

Una serie di otto partite senza vittoria caratterizzerà anche l'ultima stagione di Eugenio Bersellini trascorsa sulla panchina dell'Inter, campionato 1981/82, due anni dopo il dodicesimo scudetto. Ad un girone d'andata più che dignitoso, i nerazzurri faranno seguire un ritorno men che mediocre. Il filotto senza successi testimonierà il crollo degli uomini di Bersellini proprio nel rush finale: dopo aver vinto 2-1 il derby con il Milan, infatti, Altobelli, Beccalossi e compagni ottengono due pareggi contro Genoa ed Udinese, la sconfitta 2-3 sul campo della Roma, altri due pareggi contro Como e Napoli, la sconfitta di misura in casa della Juventus, il pari con la Fiorentina e la sconfitta di Bologna.

Il successo sarebbe stato ritrovato all'ultima giornata, 2-1 contro l'Avellino. L'Inter chiuderà il campionato al quinto posto, fuori dai piazzamenti europei, ma avrebbe salvato la stagione vincendo la Coppa Italia ed ottenendo il pass per la Coppa delle Coppe.

Un paradosso tutto 'spallettiano'

Talvolta i brutti anatroccoli diventano cigni, più raramente i cigni si trasformano in polli spennati. La metamorfosi dell'Inter in soli due mesi è incredibile, ma purtroppo testimoniata dai dati incontestabili del campo. Lo scorso 9 dicembre, dopo il pareggio in casa della Juventus che avrebbe aperto l'attuale serie senza vittorie, la squadra di Luciano Spalletti meritava un posto accanto ad alcune grandi Inter del passato: il tecnico toscano, infatti, aveva fatto meglio di José Mourinho ed Helenio Herrera, con 12 vittorie e 4 pareggi nelle prime 16 gare aveva eguagliato l'Inter di Mancini della stagione 2007/2008 e quella di Trapattoni, l'Inter dei record del campionato 1988/89.

Meglio di lui aveva fatto soltanto lo stesso Roberto Mancini con 13 vittorie e 3 pareggi nella stagione 2006/2007. Dalle stelle alle stalle... mai luogo comune fu più azzeccato.