Centodieci anni di incredibili trionfi, cadute e risalite. Unica nel bene e nel male, pazza Inter. La società nerazzurra ha dunque festeggiato il suo 110° anno di vita, il 9 marzo 2018, e come sempre ci si è sbizzarriti nel ricordare le innumerevoli pagine gloriose in oltre un secolo, oltre ai tanti protagonisti che hanno indossato la casacca a strisce verticali nerazzurre del Biscione. Come accade sempre in questi frangenti, qualcuno ha anche cercato di comporre un undici ideale dell'Inter di tutti i tempi. Alla fine sono iniziative piacevoli che però, inevitabilmente, non mettono tutti d'accordo.

I campioni dell'Inter in 110 anni di storia sono tantissimi, praticamente impossibile fare una 'Top 11' con i canoni del calcio moderno così come è difficile mettere a confronto giocatori di diverse epoche.

La nostra Top 11: la difesa

Ci proviamo lo stesso, cercando di mischiare per quanto possibile le caratteristiche dei giocatori con quello che sarebbe uno schema particolarmente in uso nel calcio dei giorni nostri. Quando si stila una Top 11 c'è la tentazione di mettere dentro tutti i campioni possibili, sono tantissimi e, sovente, questi 'dream team' risultano poco equilibrati. Noi cercheremo il più possibile di creare una squadra equilibrata. Il modulo scelto è un 4-2-3-1: tra i pali abbiamo messo Walter Zenga e non è stata decisione facile, perché sono tanti i portieri dell'Inter che avrebbero meritato questo onore.

Ma l'Uomo Ragno più di tanti altri è stato un giocatore dalla seconda pelle assolutamente nerazzurra. Per la difesa abbiamo scelto nel ruolo di centrali Armando Picchi e Giuseppe Bergomi, altri due uomini simbolo della storia della Beneamata, mentre come esterni abbiamo piazzato Javier Zanetti e Giacinto Facchetti, difensori con 'licenza di uccidere'.

Si tratta di una retroguardia versatile, all'occorrenza questa squadra potrebbe giocare anche con tre difensori dietro, spostando Zanetti in posizione più avanzata e tenendo presente che Facchetti, in età più matura, svolse il ruolo di libero.

Un centrocampo universale

L'intenzione è poi quella di piazzare due giocatori avanti alla difesa ed abbiamo scelto due uomini d'ordine e di carisma come Lothar Matthaeus e Luis Suarez.

Il tedesco era un calciatore straordinariamente completo, nato come mediano e, successivamente, capace di imporsi come regista di centrocampo, senza contare che in età avanzata arretrò in difesa svolgendo il ruolo di libero. La sua capacità di spostare in avanti il baricentro della squadra era incredibile, le sue progressioni devastanti, il suo tiro potente e preciso gli ha permesso di realizzare oltre 200 gol in carriera. Non può esistere una Top 11 all times dell'Inter senza Matthaeus. Lusito era invece il regista classico, dotato di estrema precisione nei passaggi, praticamente perfetto nel lanciare in profondità gli attaccanti.

Un attacco da leggenda

In posizione più avanzata c'è poi un trio dall'eccelsa qualità tecnica: sulla corsia esterna destra c'è Jair, la cui falcata unita allo straordinario controllo di palla può far davvero far male a qualunque difesa.

Sandro Mazzola lo mettiamo in posizione più centrale, fermo restando che si tratta di un giocatore capace di rivestire diversi ruolo a centrocampo, ma anche nel reparto avanzato. Accanto ai due protagonisti della 'Grande Inter' trova la sua collocazione ideale il mitico Giuseppe Meazza. Ad essere sinceri non sono in tanti che mettono il 'Balilla' più famoso del calcio italiano nelle Top 11, più che altro perché oggi non c'è quasi più nessuno che lo ha visto giocare quando era nel pieno della maturità fisica ed agonistica e ci sono pochi contributi filmati di reale qualità. Per lui parlano le cifre ed i giudizi di chi ha vissuto la sua epopea. Meazza è l'Inter perché ne ha segnato la storia pur in tempi lontani e, nonostante siano trascorsi tanti anni, resta ancora oggi il miglior bomber della storia nerazzurra.

Anche lui, come Mazzola, era un calciatore in grado di interpretare tutti i ruoli tra centrocampo ed attacco. Davanti a questo trio assolutamente leggendario, ci vuole un centravanti puro. Un attaccante veloce, tecnico e potente, l'identikit è quello di Ronaldo. Abbiamo ponderato parecchio questa scelta, confrontando le qualità del brasiliano con altri giocatori che avrebbero meritato questo onore: Boninsegna, Altobelli o Milito erano altri candidati 'pesanti'. Ma riteniamo che Ronaldo della stagione 1997/98, prima dei tanti problemi fisici che ne condizioneranno il futuro rendimento in nerazzurro, sia stato davvero il più forte centravanti visto a San Siro dai tifosi di fede interista.

A chi affidiamo la panchina?

Squadra fatta, manca l'allenatore: l'Inter ne ha avuti tanti, la panchina del Biscione è, tradizionalmente, la più bollente d'Italia. Gli allenatori che hanno vinto di più sono senza dubbio Helenio Herrera, Roberto Mancini e José Mourinho: scegliamo Don Helenio per una ragione puramente storica, perché ha fatto da spartiacque alla figura stessa dell'allenatore in Italia: dopo il mago HH non sarebbe più stata la stessa. Dunque, ricapitolando, il nostro 'dream team' nerazzurro è questo: Zenga; Zanetti, Bergomi, Picchi, Facchetti; Matthaeus, Suarez; Jair, Mazzola, Meazza; Ronaldo. Allenatore Helenio Herrera.

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