E' morto a 83 anni Luigi Necco, storico giornalista che ha "cantato" le gesta del Napoli scudettato di Diego Maradona nella seconda metà degli Anni '80. Personaggio caratteristico, non faceva nulla per nascondere il suo tifo per gli azzurri. Storici i suoi collegamenti dallo stadio San Paolo di Napoli, come quello in cui salutò tutti dicendo: "Milano chiama, Napoli risponde" nel periodo in cui i partenopei dei sudamericani lottavano per il titolo di serie A con il Milan degli olandesi.

Luigi Necco è deceduto all'ospedale Cardarelli di Napoli dove era ricoverato per una insufficienza respiratoria molto grave.

Era uno dei punti forti del 90° Minuto di Paolo Valenti, quando le partite si giocavano tutte alla stessa ora della domenica. E la gente attendeva proprio la trasmissione di Rai Uno per vedere le prime immagini, i gol, qualche volta le interviste e, soprattutto, i commenti dei giornalisti - tifosi che intervenivano dalle varie sedi.

Necco, non solo 90° Minuto

Dopo gli anni d'oro di 90° Minuto, Luigi Necco è stato comunque in grado di proseguire la sua carriera. Prima a 'Mi manda Raitre', poi il grande tradimento con il passaggio a Mediaset e la diretta dai campi di calcio per 'Buona Domenica'. La vita lontano dalla televisione non è stata facile per Necco. Il 29 novembre del 1981, infatti, fu gambizzato in un attentato avvenuto in un ristorante di Avellino.

A sparare tre uomini di Vincenzo Casillo 'O Nirone, il luogotenente del boss camorristico Raffaele Cutolo.

Il motivo dell'agguato? Pochi mesi prima, il giornalista Rai proprio a 90° Minuto aveva raccontato di un incontro avvenuto tra il presidente dell'Avellino, Antonio Sibilia, insieme al calciatore brasiliano Juary, e lo stesso Cutolo in una delle udienze del processo contro il boss della malavita campana. Durante una pausa del procedimento, Sibilia salutò Cutolo con tre baci sulla guancia e gli fece regalare, da Juary, una targa con la scritta 'A Raffaele Cutolo dall'Avellino calcio'.

Sibilia si giustificò successivamente spiegando che Cutolo era un super tifoso della formazione irpina e che la medaglia non era stata una sua iniziativa, ma una decisione del consiglio d'amministrazione.

Una vicenda poco chiara, ma che costò a Necco un vero e proprio avvertimento in stile camorristico.

Il cordoglio del Napoli per la morte di Luigi Necco

Appena saputo della morte di Luigi Necco, il Napoli Calcio ha voluto omaggiare il giornalista con un comunicato, firmato dal presidente Aurelio De Laurentiis. I dirigenti, lo staff tecnico e tutta la squadra si sono voluti unire alla tristezza della famiglia e hanno voluto esprimere profondo cordoglio per il decesso del giornalista, "figura storica del giornalismo e volto di spicco della Rai".

Sul sito internet, il Napoli ha poi aggiunto queste righe: "Necco ha raccontato per decenni le gesta sportive del Napoli con garbo, eleganza, professionalità, passione e sempre con uno sguardo ironico e sorridente che ha reso il suo stile unico e inimitabile". Quando il calcio, almeno da parte di alcuni giornalisti, era fatto di sfottò, ma non di tifo che accecava e annebbiava la mente. Cosa che invece accade oggi.