Immaginare che, campioni del calibro di buffon, Barzagli e De Rossi, rappresentino una sorta di "problema", può apparire paradossale. Invece, è quanto sta accadendo a Roma e a Torino, dove alcuni tifosi, viste le recenti prestazioni non esaltanti dei tre giocatori, ne chiedono un utilizzo "part time". Le gare di Champions League contro Real Madrid e Barcellona, non hanno fatto altro che fornire ulteriori elementi di accusa nei confronti dei tre azzurri, colpevoli, a detta di molti, di non essere più all'altezza di certi palcoscenici.

Buffon, il numero uno accompagnato alla porta

Il dibattito su chi sia il portiere più forte della storia del calcio è, tutt'ora, aperto.

Nel "tempio dei migliori", però, non può non essere collocato Gianluigi Buffon, capace di collezionare una serie infinita di trofei con la Juventus e di confermarsi, costantemente, ad altissimi livelli. Nonostante ciò, in questa ultima stagione, il numero uno bianconero si è reso protagonista di una serie di errori ai quali non ci aveva mai abituati, associati immediatamente, da parte di alcuni tifosi e addetti ai lavori, alla sua carta d'identità. Quarant'anni, per un giocatore professionista, non rappresentano il pieno della giovinezza e, con la velocità e i ritmi del calcio attuale, possono anche essere un problema. Bisogna dire che, però, il ruolo del portiere è assai diverso da quello del "giocatore di movimento" e, alcuni numeri uno passati (Zoff e Ballotta, solo per citarne alcuni) dimostrano che, una volta raggiunta la soglia degli "anta", non è obbligatorio appendere le scarpette al chiodo.

Proprio il tema del ritiro di Gianluigi Buffon è ciò che, in questi mesi, ha infiammato maggiormente i tifosi della Vecchia Signora. Se ad inizio anno, infatti, l'addio di Buffon al mondo del pallone (che arriverebbe a maggio), sembrava quasi scontato ora, dopo alcune dichiarazioni piuttosto ambigue, non è più così certo che il portiere carrarese lasci a fine stagione, nonostante alcuni supporters bianconeri lo stiano, più o meno delicatamente, "accompagnando alla porta".

Barzagli, il muro con qualche crepa

Altro campione del mondo, altra situazione spinosa. Andrea Barzagli, infatti, dal momento in cui è approdato a Torino, è stato rinominato "il muro", a causa della sua straordinaria abilità in fase difensiva. Superarlo, sembrava quasi impossibile. Quel muro che, a maggio, compirà trentasette anni, però, sta lentamente iniziando a sgretolarsi, mettendo in evidenza alcune lacune che, a certi livelli, possono risultare fatali.

Nonostante la Juventus, fino a poco fa, sembrasse intenzionata a prolungare di un altro anno il contratto del difensore toscano, le ultime partite disputate dal numero quindici bianconero hanno messo in standby la "questione rinnovo". Insomma, un'altra situazione molto delicata per Marotta e Paratici, che dovranno decidere se seguire la via del rinnovamento o quella della riconoscenza.

De Rossi, il capitano che ha aspettato troppo

Per oltre dieci anni, è stato rinominato "capitan futuro", in attesa dell'addio al calcio di Francesco Totti, arrivato solamente nella passata stagione. Ora, alla soglia dei trentacinque anni, il centrocampista romano ha finalmente ottenuto quella fascia. Forse, però, nel momento peggiore della sua carriera o, comunque, nella parte conclusiva.

Se è vero che, per realizzare un sogno, vale la pena attendere, c'è la sensazione che, Daniele De Rossi abbia davvero aspettato troppo, "bruciando" una parte importante e significativa del proprio "percorso calcistico". Dopo il clamoroso autogol realizzato al Camp Nou, arrivato a seguito di un'annata non particolarmente brillante, alcuni tifosi giallorossi, infatti, non si sono risparmiati, invocando a gran voce un ringiovanimento sostanziale della rosa, in modo tale da metter fine ad un ciclo che, da troppo tempo, sembra esser arrivato al capolinea.

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