Se proprio vogliamo trovare degli alibi, possiamo certamente attribuire la sconfitta dell'Inter all'esordio in campionato sul campo del Sassuolo all'assenza di alcuni big, titolari certi nell'undici-tipo ipotizzato in estate. Nainggolan era assente per il noto problema muscolare e ci si augura che possa tornare disponibile per la seconda giornata di campionato contro il Torino. Vrsaljko e Perisic, ultimi a rientrare dalle vacanze post-Mondiali, non erano dati in condizione, Skriniar accusava un problema fisico e Keita, strano ma vero, è stato lasciato in panchina nonostante una buona condizione, considerato che il giocatore ha svolto parte della preparazione al Monaco.

Inutile girarci attorno, pesano parecchio in questa sconfitta le scelte di Luciano Spalletti anche se è facile parlare con il senno del poi. Alla fine pochi nerazzurri si sono salvati dal naufragio del Mapei Stadium e, tra questi, Asamoah e Perisic sono gli unici andati oltre la sufficienza.

Le scelte di Spalletti

Ribadiamo che è fin troppo facile parlare con il senno del poi. Tra i peggiori in campo contro il Sassuolo sono da annoverare, purtoppo, Lautaro e Dalbert. Ma quale allenatore non avrebbe concesso fiducia ad entrambi dopo l'ottimo pre-campionato? Il puntero argentino schierato sulla trequarti, dopo un avvio confortante, si è perso nel grigiore generale di una squadra incapace di esprimere una manovra efficace.

Dalbert sulla corsia esterna sinistra è stato una vera sciagura e, probabilmente, si è giocato la sua ultima chanche di permanenza in rosa. Dopo 45' minuti decisamente osceni, è stato sostituito da Ivan Perisic. Il croato non è certamente al top, ma è stato tra i migliori in campo e ci auguriamo che Spalletti si renda conto che non si può rinunciare a cuor leggero ad un fuoriclasse, anche se ha saltato quasi per intero la preparazione.

Alla fine da lui e da Asamoah sono arrivati gli unici spunti positivi, Perisic aveva anche fornito ad Icardi la palla del pareggio che il bomber argentino ha malamente gettato alle ortiche: tra i peggiori in campo c'è anche Maurito, ad onor del vero poco servito dalla squadra, oltre a Politano apparso fumoso ed inconcludente dinanzi agli ex compagni di squadra.

Asamoah è stato l'unico a suonare la carica nel primo tempo e nella ripresa, quando è arretrato per prendere il posto di Dalbert, ha coperto quasi tutte le falle della sua zona. Strappano la sufficienza anche D'Ambrosio che almeno ha messo impegno e grinta, Handanovic che ha messo una pezza su alcune evidenti amnesie difensive (negativa la prova dei due centrali, Miranda e De Vrij) e Keita che ha giocato soltanto 20', ma almeno ha provato ad imprimere un altro ritmo alla partita.

Brozovic, due passi indietro

Al di là delle scelte del tecnico, è anche vero che al Mapei Stadium è venuto meno qualche annunciato protagonista in maglia nerazzurra. Di Lautaro ed Icardi abbiamo già detto, ma tra i flop c'è stato anche quello di Marcelo Brozovic che, rispetto al giocatore ammirato nella seconda parte della passata stagione e nel corso dei Mondiali di Russia, ha registrato almeno due passi indietro.

Spalletti gli ha dato le chiavi del centrocampo e lui le ha perse quasi subito: lento, impacciato ed impreciso. Non è in condizione, eppure Spalletti si è fidato dell'uomo che, più di ogni altro, nello scorso campionato gli ha permesso di cambiare marcia e centrare la qualificazione in Champions League. Accanto al croato, è scomparso anche Matias Vecino, poca qualità ed ancora meno sostanza dinanzi alla fisicità dei centrocampisti avversari. L'Inter vera non è certamente questa, anche perché se così fosse ci sarebbe invero da preoccuparsi.

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