Sembrava una lunga agonia quella della Stella Rossa di Belgrado, prima del ritorno sul più importante palcoscenico del calcio europeo. La squadra serba che stasera ospiterà il Napoli nel match d'esordio della Champions League 2018/2019 (calcio d'inizio alle ore 21), era comparsa per l'ultima volta nel tabellone principale della competizione nell'edizione 1991/1992. Da poco tempo, infatti, si era scatenata la violenta guerra nei Balcani che, inevitabilmente, aveva coinvolto anche la squadra biancorossa. Jugovic, Pancev, Savicevic, Mihajlovic, giocatori che poi si sarebbero affermati nel calcio italiano con alterne fortune, appartenevano tutti alla generazione d'oro, quella che nel 1991 aveva portato la formazione della ex Jugoslavia a trionfare in Champions League, quella che qualche anno prima aveva fatto tremare il Milan di Arrigo Sacchi che poi avrebbe stravinto il trofeo nel 1989.

Lo scoppio del conflitto aveva costretto Pancev e soci ad allontanarsi dalla terra natia, ormai divenuta rovente. La Stella Rossa degli anni d'oro si era ormai sgretolata, di quei ragazzi d’oro non era rimasto quasi nessuno ed aveva avuto inizio un periodo nerissimo per la compagine serba che è durato fino al 2000. A causa della guerra, la squadra si era spesso ritrovata a giocare in altri stadi e nessuno dei nuovo giocatori aveva mostrato qualità vicine a quelle della generazione precedente. In quel di Belgrado, sulla sponda biancorossa, negli anni a venire si è potuto festeggiare un solo scudetto, quello del 94-95.

Dalla timida ripresa alla rinascita europea

L’avvento del nuovo millennio ha segnato una lenta ripresa della Stella Rossa che nella sua rosa vantava giocatori di buon livello come Dusan Basta, Bosko Jankovic, Milan Bisevac e Nikola Zigic, con i quali ha vinto 4 titoli nell'arco di 7 anni.

Nonostante ciò, la fase a gironi della Champions League è rimasta ancora un lontano ricordo. Il club serbo ha atteso lungamente, fino a qualche settimana fa. il 29 agosto si è giocata Salisburgo-Stella Rossa, gara di ritorno dei playoff di Champions. La gara d'andata si era conclusa con uno 0-0 e i 26 mila della Red Bull Arena spingevano la squadra di casa con il proprio tifo, per centrare la prima storica qualificazione alla fase a gironi dopo 11 tentativi falliti. Il primo tempo della partita contro la Stella Rossa aveva sorriso ai padroni di casa che erano passati in vantaggio al 45’ con Dabbur che aveva raddoppiato al 48' su rigore. Le speranze della compagine serba erano ridotte al lumicino, ma è accaduto il miracolo sportivo. Ben Nabouhane in un giro d’orologio ha realizzato una doppietta che ha fissato il punteggio sul 2-2 e decretato il passaggio del turno della sua squadra, grazie alle due reti realizzate in trasferta, e la fine di un incubo durato 26 anni.

Ancelotti e la Stella Rossa nel destino

Il più grande ciclo europeo del Milan alla fine degli anni '80, squadra in cui Carlo Ancelotti era un pilastro inamovibile, inizia curiosamente in una fredda serata di Belgrado del 1988.

I rossoneri avevano pareggiato l'andata al San Siro ed al ritorno, in grande difficoltà dnanzi ai fini palleggiatori della Stella Rossa composta da quei fuoriclasse a cui abbiamo già accennato, erano andati sotto di gol. La nebbia calata sul catino dello stadio costrinse l'arbitro a sospendere il match, nella ripetizione gli uomini di Sacchi vinceranno ai calci di rigore. Probabilmente, senza quel fenomeno naturale ed imprevisto, la storia sarebbe stata diversa ed il Milan non avrebbe vinto in quella maniera straordinaria la sua terza Coppa dei Campioni nella stagione 1988/89. Per Carlo Ancelotti, oggi allenatore del Napoli, la Stella Rossa è un pò un incrocio con il destino. Ritroverà la formazione serba nei preliminari di Champions League edizione 2006/2007 da allenatore del Milan, ma ci saranno meno problemi: i rossoneri vinceranno sia in casa che in trasferta. Per il club milanese sarebbe stata la settima Champions, per Carletto la quarta, la seconda da allenatore. Dunque per lui è quasi un talismano e, pertanto, chissà che questi precedenti non siano beneauguranti per la sua nuova avventura europea al Napoli.