Droga, armi, incendi, attentati, minacce: insomma, una vera e propria banda criminale - "in stile mafioso" hanno assicurato gli inquirenti ieri durante la conferenza stampa - smantellata a Sassari la scorsa mattina dagli agenti della Squadra Mobile della Polizia e dagli uomini della Guardia di Finanza, che hanno arrestato ben dodici persone. In carcere sono finiti Gianfranco Fattaccio, 33 anni, di Sassari, considerato a capo della banda, i sassaresi Gabriele Serra di 21 anni, Andrea Pintadu, 29enne, Gabriele Ru di 22 anni, Antonio Fattaccio, 39enne, Claudia Puggioni, che di anni ne ha 33 e Gabriele Moraccini, 44enne anche lui di Sassari.

Ai domiciliari sono invece finiti Manuel Ovidio Botti, 19 anni. Marco Pani, 41 enne e Alessandro Curreli, che di anni ne ha 28, Anna Rosa Casula, 33enne e Massimiliano Leoni, 21anni. Due minorenni invece sono stati segnalati alla Procura della Repubblica competente. Le accuse mosse nei loro confronti sono pesantissime: spaccio di sostanze stupefacenti, minacce, detenzione illegale di armi da fuoco e incendio doloso.

Spari contro una palazzina

Gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Mario Leo, hanno iniziato a vederci chiaro lo scorso 7 ottobre, dopo diversi giorni di indagini. In quella giornata infatti è accaduto un fatto che ha fatto chiudere il cerchio agli inquirenti: esattamente in via Turritana, a Sassari, una telecamera aveva inquadrato un’auto dalla quale si era sporta una persona, che aveva in mano un’arma da fuoco e aveva esploso diversi colpi contro le finestre di un appartamento.

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Cronaca Nera

In quell’abitazione gli investigatori hanno poi scoperto che ci abitava una donna, ex fidanzata di Gianfranco Fattaccio, che secondo gli inquirenti si voleva vendicare per essere stato lasciato.

Ed è proprio dai movimenti dell’uomo, gli agenti di Polizia e della Guardia di Finanza sono riusciti ad arrestare tutta la banda. Fattaccio, tra l’altro, due giorni dopo l’episodio avvenuto in via Turritana aveva fatto perdere le sue tracce.

Era andato via dalla Sardegna ma al suo rientro – oltre un mese dopo – era stato arrestato proprio mentre sbarcava da un traghetto al porto di Olbia. Le numerose intercettazioni ambientali e telefoniche hanno permesso agli investigatori di mettere insieme tutti i tasselli che hanno portato all’arresto di dodici persone. E ieri mattina, durante la conferenza stampa, il dirigente della Squadra Mobile di Sassari, Dario Mongiovì, ha spiegato che in particolare l’attività di spaccio messa in piedi da diversi componenti aveva un ”modus operandi da veri e propri boss mafiosi”. Durante un’intercettazione qualcuno aveva addirittura proposto di “gambizzare” un cliente che non voleva pagare la droga acquistata da tempo.

Le perquisizioni e la droga

La scorsa mattina è scattata l’operazione denominata “Nel centro del mirino” e le perquisizioni messe in atto da Polizia e Finanza hanno portato al sequestro di 200 grammi di marijuana, tre grammi di cocaina, numerosi telefoni cellulari con tanto di sim card e anche una rivoltella ad aria compressa. Nei giorni precedenti gli inquirenti avevano ritrovato e sequestrato anche altre due armi da fuoco perfettamente funzionanti.

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