Luca Toni, considerato prototipo dell'attaccante italiano, durante l’intervista rilasciata a soccermagazine.it, ha parlato della Serie A, della Nazionale e della Champions League. Il bomber non gioca più da tre anni e, coincidenza, l'Italia non si è qualificata al Mondiale. Di questa situazione è molto dispiaciuto ed è anche consapevole che Mancini dovrà lavorare molto per riportare gli azzurri ad alti livelli. Il giocatore ricorda ancora quando nel 2006 ha vinto la Coppa del mondo. Al ritorno in Italia ha trovato un Paese in festa e i calciatori erano considerati eroi.

La Serie A e la Juve

L'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve è molto più importante per il calcio del Belpaese perché significa che la Serie A esercita un grande fascino nei top player che nel passato hanno preferito la Liga e la Premier League. Il Napoli da anni è considerato l’anti Juve ma, per arrivare ai livelli di quest'ultima, occorre investire e De Laurentiis potrebbe non avere la voglia e la forza di affrontare ingenti esborsi, mentre le milanesi hanno alle spalle società economicamente forti per cui non è da escludere che nei prossimi anni possano ritornare a lottare per lo scudetto.

Toni ha militato in parecchie squadre come Fiorentina, Palermo e Juventus, la quale nell'ottavo di andata contro l’Atletico ha compromesso il suo percorso in Champions League perdendo per 2-0. Secondo l’intervistato, i Colchoneros oltre alla rabbia agonistica possono contare su grandi profili e sull'allenatore Simeone, capace di caricare i suoi uomini per centrare gli obiettivi. Per i bianconeri non è impossibile una rimonta: “La Juve ha le qualità per ribaltare qualsiasi risultato”, questa la convinzione dell’ex. Se gli uomini di Allegri supereranno l'ostacolo dei Rojiblancos, allora ritroveranno la grinta e l'euforia di arrivare fino in fondo.

Davvero te la sei persa?
Clicca il bottone sotto per rimanere aggiornato sulle news che non puoi perdere, non appena succedono.
Juventus Cristiano Ronaldo

I giocatori bandiera

La sua opinione riguardo alla liquidazione di alcuni “giocatori bandiera”, del calibro di Antonio Di Natale, Francesco Totti e Alessandro Del Piero, è che le società devono una certa riconoscenza ai tesserati i quali hanno dato lustro alla maglia, ma alcuni presidenti temono di farsi affiancare da figure forti perché potrebbero perdere parte di visibilità e prestigio. L'ultima battuta riguarda la presenza di un attaccante con le sue caratteristiche nel calcio italiano e Luca non sa indicare un nome perché, pur essendoci bravi calciatori, non hanno mostrato continuità di risultati e la sua stessa rabbia per raggiungerli.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto