Dopo un periodo non roseo dal punto di vista sportivo, il Milan di Gattuso sembra aver trovato quell'equilibrio del gioco che sta portando degli ottimi risultati. Il quarto posto attuale in Serie A garantirebbe l'obiettivo minimo della dirigenza milanista, ovvero un posto in Champions League: inoltre ci sono ancora i quarti di finale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio per cercare di raggiungere un trofeo sempre molto importante.

L'arrivo nella dirigenza milanista come amministratore delegato di Gazidis ha dato però un linea diversa rispetto al mercato estivo dello scorso anno: l'obiettivo del fondo Elliott è quello si di investire, ma solo su giocatori giovani in grado di garantire un futuro roseo e possibilmente plusvalenze alla società milanista. L'esempio evidente di questa politica di mercato è quello riguardante la presunta offerta di Jorge Mendes al Milan in merito ad un suo assistito, parliamo di Radamel Falcao, che a gennaio poteva arrivare al Milan ma che per decisione societaria non è stato acquistato, proprio perché i 33 anni del colombiano avrebbero portato Gazidis a rifiutare l'offerta del procuratore portoghese.

No a Falcao, si a Everton e Saint-Maximin

E' evidente quindi la strategia di mercato del nuovo Milan targato Elliott, giocatori giovani e possibilmente in grado di sviluppare importanti plusvalenze. Basta guardare l'attuale rosa del Milan per capire come la strategia dirigenziale stia ripagando alla grande: in rosa ci sono Donnaruma (classe 99), Romagnoli (classe 95), Caldara, Conti (classe 94) Calabria, Kessie, Paquetà (classe 96) senza contare i centravanti, Piatek è un 95 mentre Cutrone un 98.

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Ecco allora che i giocatori che sono finiti sotto la luce dei riflettori dei dirigenti milanisti sono due: l'esterno offensivo Saint-Maximin del Nizza (che è stato compagno di Balotelli e che è noto non solo per il suo talento ma anche per il suo carattere un po' difficile) ed Everton, centravanti del Gremio che recentemente come Paquetà è stato convocato nella nazionale brasiliano dal commissario tecnico Tite.

Giocatori giovani e di prospettiva per la dirigenza

Quello che si può notare è che si tratta di giocatori anch'essi molto giovani, il francese è un classe 1997 mentre il brasiliano è del 1996. Prosegue quindi l'idea della dirigenza milanista: garantire un presente di risultati ma avere una prospettiva futura, cercando di allestire una rosa in grado di essere a livello dei top club fra qualche anno.

E per adesso i risultati stanno dando ragione a tutta la dirigenza milanista.

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