Niente da fare, il caso-Icardi non si sblocca, o meglio, non va verso la soluzione che sarebbe stata gradita all'Inter. L'attaccante argentino, infatti, sarebbe deciso più che mai a non lasciare la squadra milanese, e la società di Zhang avrebbe ribadito per l'ennesima volta che, qualora dovesse continuare a rifiutare le offerte provenienti da altre realtà, il calciatore resterebbe a Milano sempre e comunque da "separato in casa", rischiando dunque di non scendere in campo per i prossimi due anni, ovvero fino a quando non scadrà il suo contratto in essere con la compagine meneghina.

Ormai sembra essere scattata una vera e propria guerra di nervi tra le parti: tutti fermi nelle rispettive posizioni, puntando però sempre al profilo basso, al rispetto reciproco, evitando dichiarazioni o decisioni estreme che potrebbero tramutare la vicenda in una vera e propria battaglia legale. E così, se da un lato, senza fare polemiche, l'entourage di Icardi continuerebbe a manifestare la volontà del centravanti di non dire addio alla squadra nerazzurra; dall'altro Zhang, Marotta e Conte avrebbero fatto sapere per l'ennesima volta che non vi sarebbe alcuna speranza di un reintegro prima della scadenza naturale del contratto.

In tutto questo, l'Inter sarebbe pronta ad adempiere a tutti i suoi doveri, facendo allenare puntualmente il proprio tesserato con gli altri compagni di squadra o da solo, ma escludendolo costantemente dalla lista dei convocati per le partite di Serie A o di coppa. E così il numero 9 andrebbe inevitabilmente incontro a due stagioni di inattività che potrebbero finire eccome per pesare sulla sua carriera.

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Icardi vuole restare a Milano: l'Inter non fa sconti

La decisione di Mauro Icardi pare sia stata confermata anche dall'ultimo intervento sui social network di Wanda Nara. La moglie-agente del centravanti sudamericano, infatti, ha concluso le sue vacanze a Ibiza e, una volta rientrata in Italia, ha postato alcune foto dei suoi bimbi accompagnate da un commento a dir poco significativo: "La nostra felicità è quella dei nostri figli.

La pace di ritornare a casa. Milano".

Dunque, ormai sembra che in casa Icardi sia stato tutto deciso: superato il limite massimo della fine di luglio per sancire un'eventuale separazione dall'Inter, in mancanza dell'offerta giusta per partire, il bomber e famiglia sarebbero disposti a non muoversi dal capoluogo lombardo. Di conseguenza, per l'attaccante di Rosario si prospetta un (lungo) futuro lontano dai campi di gioco, un po' com'è accaduto a Ramires in Cina, allo Jiangsu (club di proprietà del Gruppo Suning), con il centrocampista brasiliano che è rimasto fermo per più di un anno a causa di un contenzioso legale con la società, salvo poi rescindere il contratto a maggio.

Ovviamente questa guerra di nervi finirebbe per danneggiare Mauro Icardi che dovrebbe attendere ben due anni per liberarsi a parametro zero, però dopo due stagioni di inattività che andrebbero certamente a pesare sul suo "appeal" di mercato. D'altro canto, anche il club di Zhang dovrebbe far fronte al danno economico relativo al mancato incasso di un'eventuale cessione del calciatore, ma anche all'ingaggio che andrebbe a versargli per i prossimi anni senza usufruire mai delle sue prestazioni in campo.

Infatti, anche e soprattutto per evitare di dare adito a scontri giudiziari, il bomber verrebbe inserito nelle liste per il campionato e la Champions League (nel secondo caso potrebbe esserne escluso per motivi di sovrabbondanza, operazione legittima) ma allo stesso tempo non risulterebbe mai tra i convocati di Antonio Conte.

E così questo logorio reciproco pare destinato ad andare avanti ancora per lungo tempo, a meno che una delle due parti (anche se sembra piuttosto improbabile) non incappi in una mossa sbagliata che potrebbe aprire la strada ad altre soluzioni.

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