Non c'è pace per la Lega Pro: dopo la catastrofica gestione del calcio italiano alla vigilia del campionato appena concluso, che ha generato quell'infinita querelle relativa alla Serie B a 19 squadre e per effetto bloccato l'inizio del campionato di terza serie, ieri si è scritta una nuova pagina che mette ancor più in crisi un mondo che è sempre più alla deriva.

Dopo la decisione del presidente della Serie C, Francesco Ghirelli, di giocare d'anticipo, noncurante dei ricorsi iscritti a ruolo dal Cerignola, che invocava giustizia per il mancato ripescaggio, a scapito di Bisceglie e Paganese, per poi procedere alla formulazione dei calendari della prossima stagione, ora c'è il rischio che tutto quanto era stato deciso il 25 luglio possa essere nuovamente stravolto.

Paganese, l'esordio di Viterbo in bilico

Nella cerimonia andata di scena poco più di una settimana fa, gli azzurrostellati avevano pescato per la prima giornata la VIterbese Castrense: il cammino dei campani sarebbe dunque iniziato allo stadio Enrico Rocchi il prossimo 25 agosto.

La decisione di Ghirelli di anticipare i tempi di formulazione del calendari, ancor prima persino di Serie A e Serie B, che invece lo hanno fatto successivamente, potrebbe avere serie ripercussioni in ottica futura: mentre da un lato il numero uno della Lega Pro predica calma e attende con ansia le motivazioni che hanno spinto il Collegio di Garanzia del Coni ad accogliere le doglianze del club pugliese, dall'altra si profila una nuova estate caotica sul fronte dei ricorsi nell'ambito della Giustizia Sportiva.

Gli azzurrostellati dunque attendono di conoscere il proprio destino, soprattutto alla luce di questa situazione a dir poco imbarazzante: nell'ambito del tifo via social in molti avevano invocato proprio l'esclusione del sodalizio del presidente Raffaele Trapani, reo di essere non solo indietro in graduatoria in tema di riammissione in Serie C, al cospetto del Bisceglie meglio piazzato, ma anche di aver acciuffato per i capelli una categoria che il campo aveva irrimediabilmente tolto ai campani.

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Ovviamente va ricordato come la Paganese avesse alcuni vantaggi non di poco conto, in ambito soprattutto strutturale: le nuova normative riguardanti il rilascio della Licenza Nazionale richiedevano il rispetto di determinati requisiti da parte dell'impianto sportivo. Circostanza che lo stadio Marcello Torre, a differenza degli altri, aveva ampiamente definito: da qui la naturale riammissione in Serie C, con tanto di sorpasso nei confronti di Bisceglie e Cerignola, entrambe successivamente rientrate nel novero delle compagini ai nastri di partenza del prossimo campionato.

Paganese, calendari da rifare in attesa del Tar

I gradi della Giustizia Sportiva non sono comunque ultimati e non si esclude un possibile ricorso al Tar: il Cerignola da parte sua ha ottenuto il minimo che chiedeva, ma la Lega Pro non è detto che resti a guardare, soprattutto alla luce dei calendari già formulati. C'è un'immagine da salvaguardare, una credibilità che deve essere sempre mantenuta.

Su questo fronte, la Paganese non dovrebbe rischiare nulla: impensabile che le società invischiate nella lotta estiva che si celebra nelle aule dei tribunali possano addirittura impugnare la delibera di ammissione degli azzurrostellati al campionato di Lega Pro. Un unico rimedio sarebbe quello di un campionato anomalo a sessantuno squadre, con un girone C che vedrebbe ai nastri di partenza ventuno compagini: una sconfitta per Ghirelli, che ne voleva in numero pari, ma nel contempo una sconfitta per l'intero calcio italiano che si ritrova, a poco più di una quindicina di giorni dall'inizio del torneo, a riscrivere i calendari, rimettendo tutto in discussione, allorquando lo scorso 25 luglio, nel Salone d'Onore del Coni, sembrava tutto chiaro e cristallino.

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