Sono giorni decisivi per le sorti del campionato di calcio di Serie A. Il passaggio dalle restrizioni previste dal lockdown alla Fase 2 dell'emergenza Coronavirus, datata al momento al 4 maggio, potrebbe coincidere anche con la ripresa degli allenamenti, ma il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, frena: 'Al momento non do per certo la ripresa né degli allenamenti né del campionato'. Il giorno della decisione è fissato a venerdì 24 aprile, quando il Ministro comunicherà alla Figc la delibera del Governo.

Ritorno agli allenamenti non significa ritorno al calcio giocato

Secondo il Ministro, la ripresa degli allenamenti non sarebbe da valutare come un preludio al ritorno delle partite di campionato, sostenendo che la Serie A non deve fare l'errore di illudersi: 'Valuterò con attenzione la possibilità che possano ricominciare gli allenamenti, ma anche se dovessero riprendere, non sarà certa la ripresa delle partite'.

Una situazione quindi di netta differenza, che potrebbe anche avere come risoluzione il rientro delle squadre nei centri di allenamento, ma non il ritorno alle competizioni ufficiali.

Un problema spinoso: quello dei tamponi

Uno dei tanti e diversi problemi da risolvere circa la ripartenza della Serie A, è quello dei tamponi, che andrebbero fatti a circa 1500 persone: in caso di ripresa del campionato, sarebbero previsti tamponi anche per i piloti di voli charter e per gli addetti all'antidoping, nonché controlli addirittura a sorpresa, a calciatori e non. Uno scenario, quindi, molto particolare e difficile da districare.

I calcoli della Lega in caso di ripartenza

La Lega di Serie A ha iniziato a calcolare gli scenari nell'ipotesi in cui il campionato dovesse ripartire: per dichiarare il salvataggio della stagione, gli allenamenti dovrebbero ripartire non più tardi di metà maggio.

Servono, infatti, circa tre settimane per ritrovare la condizione adatta all'agonismo, e di conseguenza, le partite potrebbero iniziare a metà giugno e concludersi a fine luglio. Ma oltre alle problematiche a livello di calendario, ci sono anche alcune questioni avanzate dai presidenti nella riunione del 22 aprile, da remoto, con il Ministro Spadafora: cosa succederebbe in caso di tampone positivo, sia dei giocatori o di qualsiasi addetto ai lavori?

Da valutare e da decidere nell'immediato, il comportamento che la Lega adotterebbe se si verificasse questa ipotesi, che ad oggi non appare ancora scongiurata. Un altro problema sollevato, è quello della scadenza dei contratti dei calciatori datata al 30 giugno, che andrebbe, quindi, regolamentata prima della ripresa.

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