Per alcuni "Checco" è stato l'ultimo interprete in maniera "classica" del ruolo dell'ala destra in Italia. Un'ala funambolica, decisamente portata ad attaccare, piedi buoni, micidiale nell'uno contro uno ed autore di tanti cross al bacio, oltre che capacità di vedere la porta. Francesco Moriero ha vissuto stagioni felici all'Inter, in particolare quella 1997/98, la prima di Ronaldo in cui i nerazzurri vinsero la terza Coppa Uefa della loro storia e in campionato, dopo aver guidato a lungo la classifica, caddero sul filo di lana.

Fu un campionato denso di episodi discussi e discutibili, quello della sfida Juventus-Inter rimasta celebre per il fallo in area di Iuliano su Ronaldo: rigore non concesso e poi accordato ai bianconeri sul prosieguo dell'azione, nell'immediato rovesciamento di fronte.

Di questo e di altro ha parlato Moriero in diretta Instagram con FcInterNews.

'Difficile accettare il risultato di quel Juventus-Inter'

Fari puntati dunque sull'Inter di Gigi Simoni, l'Inter di Ronaldo, Zamorano, Djorkaeff e, naturalmente, di Checco Moriero. "Di quella partita - dice in riferimento alla sfida di Torino con la Juve - aspetto ancora la fine, fu difficile accettare quel risultato perché accaddero cose strane".

Moriero ammette che "magari alla fine la Juventus avrebbe vinto ugualmente", però non può dimenticare che "su Ronaldo ci fu un errore incredibile. Personalmente mi sono visto scippare lo scudetto o, almeno, la possibilità di lottare fino alla fine".

La delusione per lo scudetto sfumato venne in parte compensata con la vittoria della Coppa Uefa nella finale tutta italiana di Parigi, schiantando la Lazio con un secco 3-0.

"La Lazio era fortissima, batterla e vincere la Coppa Uefa fu una gioia immensa". Moriero ricorda la sua Inter come una grande squadra: "Abbiamo fatto divertire, una squadra di grandi uomini e grandi giocatori, c'erano Ronaldo, Zamorano, Zanetti e Bergomi, avevamo una mentalità vincente".

Tra 'eurogol' e 'sciuscià'

Tra i gol più belli realizzati dall'Inter in quella stagione almeno un paio portano la firma di Moriero. La rovesciata contro il Neuchatel in Coppa Uefa fu da cineteca. "Ho visto la palla alta, non potendo saltare ho provato la rovesciata ed è venuto fuori un gol veramente bello".

Altra rete stupenda quella in slalom contro il Piacenza in campionato. "Ho preso la palla a centrocampo e sono partito, mister Simoni mi urlava di passarla, ma io sono andato avanti e poi ho calciato". La singolarità sta anche nel fatto che Moriero, secondo le indicazioni del tecnico, doveva uscire a breve. "Infatti sono andato dal mister a dire che mi poteva cambiare".

Moriero inoltre fu l'autore del gesto dello "sciuscià" in cui si chinava sui piede dell'autore del gol mimando il gesto del lustrascarpe. "Nacque alla prima giornata quando stavamo perdendo con il Brescia, entrò il Chino Recoba facendo due gol uno più bello dell'altro. Mi venne spontaneo inginocchiarmi e pulirgli la scarpetta e poi è diventato un gesto condiviso di umiltà per tutti".

Sull'Inter di oggi: 'Manca poco per raggiungere un grande obiettivo'

Spazio anche per l'Inter attuale guidata da Antonio Conte, salentino come Moriero. "La squadra prima dell'interruzione stava facendo un ottimo campionato anche se il calo c'è stato per un problema di ricambi. L'Inter sta costruendo un progetto importante e ci vuole tempo perché vincere in Italia non è facile. Conte è uno degli allenatori migliori e sta costruendo un certo tipo di mentalità. L'Inter avrebbe potuto lottare per lo scudetto, ma sono convinto che manca poco per centrare un grande obiettivo".

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