Negli giorni la società di consulenze inglese Deloitte si è soffermata sull'impatto che la pandemia da coronavirus ha avuto sull'industria calcio, quantificando una perdita complessiva per le grandi società europee da 2 miliardi di euro. Dal Barcellona al Real Madrid, fino ad arrivare alle società di Manchester o alle italiane Juventus, Inter, la pandemia ha ridimensionato di molto i ricavi. La società bianconera ha perso più di 60 milioni di euro rispetto alla stagione 2019-2020, l'Inter più di 70 milioni di euro. Sull'attuale situazione economica del calcio si è soffermato il presidente dell'Eca (associazione delle società calcistiche europee) Andrea Agnelli.

In un'intervista il dirigente ha dichiarato che i danni economici dovuti alla pandemia saranno ancora più marcati rispetto alla stima realizzata dalla società Deloitte. Agnelli ha infatti dichiarato: "Secondo le stime dell'Eca i danni economici dovuti alla pandemia da coronavirus saranno fra i 6,5 e 8 miliardi di euro". Più del triplo quindi rispetto alle previsioni della società di consulenza inglese.

L'impatto negativo della pandemia sulle serie minori e su tanti posti di lavoro

Il presidente dell'Eca Andrea Agnelli si è soffermato anche sul modo in cui la pandemia ha condizionato anche il calciomercato. Ha infatti dichiarato: "Le spese sono diminuite di 2,6 miliardi di euro, passando da 6,5 a 3,9 miliardi di euro".

Un impatto devastante anche e soprattutto per le serie minori, sui posti di lavori e su tutto il settore. Il massimo dirigente dell'Eca ha poi parlato anche della decisione di privatizzare le competizioni, con una gestione diretta ed indiretta delle società. Secondo Agnelli è una scelta necessaria in quanto reperire fondi da "financial firm e private equity" permette di dare sostegno economico al calcio. Evidente il riferimento all'apertura della Lega di Serie A ai fondi d'investimento, che entreranno con il 10% nella gestione dei diritti televisivi del massimo campionato italiano portando quasi 2 miliardi di euro.

Andrea Agnelli sulla riforma della Champions League

In merito invece alle competizioni europee e alla riforma della Champions League, il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha sottolineato la necessità di incrementare il numero di partite.

L'idea del massimo dirigente dell'Eca è quella di dare la possibilità anche ad altre società calcistiche europee di partecipare alle competizioni europee. Ha infatti dichiarato: "L'ingresso in Champions League deve essere tutto basato sui meriti sportivi ma dobbiamo valutare l’interesse dei tifosi: la loro visione è che più match europei sarebbero benvenuti".