La Juventus è attesa da settimane importanti sul piano giudiziario. Dopo la sentenza sul caso plusvalenze, la società bianconera che è pronta a presentare il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni.

L'obiettivo dei legali del club torinese è quello di arrivare all'annullamento della penalizzazione di 15 punti in classifica alla squadra, ma anche quello di far togliere le inibizioni che stanno riguardando i dirigenti coinvolti nel caso plusvalenze. Lo scorso 20 gennaio infatti la Corte ha inflitto 30 mesi di inibizione a Fabio Paratici, 16 mesi di inibizione a Federico Cherubini, 24 mesi ad Andrea Agnelli, 8 mesi a Pavel Nedved, Enrico Vellano e Paolo Garimberti.

I professionisti Clarizia e Paolantonio inseriti nel pool di avvocati della Juventus

La Juventus sta lavorando per presentare un ricorso al Collegio di Garanzia del Coni che possa garantire l'annullamento della sentenza sul caso plusvalenze.

Oltre agli avvocati Maurizio Bellacosa e a Davide Sangiorgio - come emerso dalla settimana scorsa - ci saranno due nuovi professionisti nel pool della Juve: l'ordinario di diritto amministrativo all'Università Sapienza di Roma Angelo Clarizia e l'ordinario di diritto amministrativo a Tor Vergata di Roma Nino Paolontonio. Nello specifico il primo dovrebbe occuparsi nello specifico proprio del ricorso al Collegio di Garanzia del Coni.

La volontà della società bianconera non è solo quella di annullare la sentenza, ma anche di togliere le inibizioni che riguardano individualmente i dirigenti coinvolti.

In particolare 30 mesi di inibizione sono stati dati a Fabio Paratici, attuale direttore generale del Tottenham, 24 mesi all'ex presidente della Juventus Andrea Agnelli e 16 mesi a Federico Cherubini.

La linea difensiva della società bianconera potrebbe essere quella di puntare sulla presentazione della richiesta fuori dai tempi previsti da parte della Procura Federale, oltre al fatto che il principio di lealtà sportiva (l'articolo 4 del codice di giustizia sportiva) era fuori dai capi d'accusa a inizio processo. Si tratterebbe di sostanzialmente di due vizi di forma, che secondo la difesa bianconera dovrebbero essere considerati dal Collegio di Garanzia del Coni.

Formalmente quest'ultima non può modificare nel merito la sentenza, ma può solo o confermarla del tutto o annullarla, rimandando di fatto tutto alla Corte Federale d'Appello.