Le scorse settimane il Napoli guidato da mister Spalletti ha vinto il terzo scudetto della storia: il primo fu conquistato nella stagione 1986-1987 e il secondo nella stagione 1989-1990. A proposito di questa stagione molto positiva degli azzurri, Blasting News ha intervistato in esclusiva la giornalista Jolanda De Rienzo.

'Il Napoli è Campione d'Italia dimostrando che con programmazione, tattica e bilanci a posto si può vincere'

Napoli campione per la terza volta nella sua storia. Un commento generale di Jolanda sul cammino dei partenopei.

"E' stato un cammino intelligente perché si è lavorato sulla preparazione sportiva per partire molto forte all'inizio e avere, anche dopo il Mondiale, una preparazione adeguata per le coppe.

Non è servita perché il Napoli è uscito con il Milan con un po' di sfortuna e qualche disattenzione arbitrale. Il Napoli è andato ad affrontare, nel momento clou delle coppe, una squadra forte come il Milan senza i giocatori più rappresentativi come Osimhen e questo fa perdere forze. Dall'altra parte il Milan aveva Leao e Maignan. Il Napoli è comunque Campione d'Italia dimostrando che con la programmazione, la tattica e i bilanci a posto si può vincere".

A tuo parere qual è stato il momento decisivo del campionato?

"Il momento decisivo del campionato credo sia stato da subito. Come dicevo prima, il Napoli è partito immediatamente forte. Se penso a Kvaratskhelia, chiamato a sostituire Insigne, che fa subito gol vuol dire che fai già capire che può essere la tua stagione.

Sicuramente il Napoli ha fatto un grande girone d'andata".

Ritornando indietro all'estate 2022 c'era scetticismo visto alcune partenze. Ti aspettavi una stagione così esaltante? Alla fine ha avuto ragione il presidente con acquisti come Kim e Kvara.

"Io ero una delle poche persone - come dimostrano le dirette Twitch e i video Youtube - che difendeva l'operato del Napoli. Non perché fossi preparata sul rendimento di Kim e Kvara, che forse nemmeno i partenopei stessi conoscevano. Sono due giocatori forti ma giovani e la personalità non si compra al mercato. Al mercato si comprano le caratteristiche dei giocatori. Era difficile immaginare un primo posto, poi molti ci aspettavamo un Napoli da Champions League, o almeno quelli che hanno dato fiducia all'operato di Giuntoli che, non per caso, andrà alla Juventus.

Vero che erano andati via Koulibaly e Insigne, a parte il difensore, era chiaro che l'azzurro o Mertens non erano adatti al gioco di Spalletti che aveva bisogno di un cambio in attacco. Il miglior Osimhen ha dato il meglio di sé e ha fatto la differenza rispetto a quando era infortunato o distratto. C'è stato un netto miglioramento del centravanti. Vincere così è stata una sorpresa".

Jolanda De Rienzo: 'Il pubblico di Napoli è meraviglioso'

Cosa ha avuto il Napoli in più rispetto alle altre?

"Continuità sicuramente. Prendendo ad esempio le milanesi, una si sta riprendendo ora, l'altra non si è mai ripresa. Anche la Roma, la Juventus, la Lazio non hanno tenuto il passo. Il Napoli ha avuto un gruppo vincente: si vince tutti assieme e si perde tutti insieme".

Quanto ha inciso il lavoro di mister Spalletti?

"Il lavoro di un allenatore va di pari passo con il lavoro di un direttore sportivo che deve mettergli a disposizione la squadra che può far valere di più. L'allenatore lavora bene quando riesce a far crescere il valore dei singoli giocatori dopo una stagione. Vuol dire che hai creato plusvalenza, hai fatto giocare bene i tuoi uomini, li hai capiti e loro hanno interpretato bene il tuo gioco. Spalletti ha un'alta percentuale di merito per la vittoria dello scudetto. Ci sono allenatori che incidono di più e allenatori che indicono di meno e Spalletti riesce a incidere. Quando fa bene ottiene questi risultati. Ad esempio trasforma Lobotka in un giocatore di caratura europea, Elmas jolly dà sempre il massimo e lo fa non solo per la maglia ma anche per l'allenatore.

Spalletti ci ha messo un buon 60%".

Capitolo pubblico. L'euforia dei supporters è stata la degna cornice di una vera e propria cavalcata.

"Il pubblico di Napoli è meraviglioso e ha aspettato questa gioia per 33 anni. La voglia di festeggiare non si placa come è giusto che sia. Vincere al sud dovrebbe essere la normalità. Non dovrebbero esserci più differenze e, invece, in Italia, ancora si percepisce. Diventa ancora un altro tassello di una rivalsa che il sud in generale vuole prendersi sul nord. Da milanese adottiva posso capirla questa cosa in fondo. Non è una questione di inimicizia ma di crescita. Il sud è cresciuto dopo e la prima rivalsa storica l'ha avuta con Diego Armando Maradona quando Ferlaino portò il giocatore più forte a Napoli.

Da quel momento Napoli ha avuto altri momenti di rivalsa e questo può rappresentarne un altro che si va ad aggiungere, sperando che possano essercene altri".

De Rienzo sul Napoli: 'Mi aspetto che si attesti su livelli alti'

L'unico vero neo può essere la Champions League. Cosa è mancato in quel doppio confronto con il Milan?

Sono mancati i giocatori decisivi e un po' di fortuna. La Champions League è così: è fatta di episodi, di giocatori, dell'arbitro giusto. A meno che sia la squadra più forte del pianeta e giochi anche contro quello. Il Napoli ha peccato di esperienza in Champions per la gara di andata. Sono stati rimediati dei cartellini inutili. Ricordiamo che il Napoli ha un parco attaccanti pazzesco e si ritrova a giocare senza Osimhen, Raspadori, Simeone.

Il nigeriano è stato poi a mezzo servizio al ritorno".

Cosa si aspetta Jolanda dal futuro Napoli?

"Mi aspetto che si attesti su livelli alti grazie alla pianificazione, al gioco e al mercato. Il campionato, la Champions sono delle incognite che non puoi prevedere prima. Il fattore fortuna, l'amalgama del gruppo si possono vedere sono nel tempo. Napoli è reduce da piazzamenti europei continui, secondi posti, lotte per il vertice. Spero e credo che si possa lottare per la testa del campionato anche il prossimo anno. Il presidente De Laurentiis parla della Champions, quindi vuol dire che ha un piano ben chiaro in testa".