Un'importante novità è emersa nelle ultime ore sul caso Calciopoli, la vicenda giudiziaria che ha scosso il calcio italiano nel 2006 e che ha portato alla retrocessione in Serie B della Juventus privata anche di due scudetti, quelli delle annate 2004-2005 e 2005-2006 con quest'ultimo assegnato poi all'Inter.

Gli avvocati di Antonio Giraudo, ex dirigente della Juventus, hanno annunciato che il 4 luglio 2023 si è svolta la prima udienza presso il Tribunale Amministrativo del Lazio (Tar) riguardante la causa promossa da Giraudo che attraverso i propri legali mira a far emergere la responsabilità dello Stato Italiano per gravi danni e pregiudizi subiti a causa delle disposizioni della legge 280/2003, emanata nell'ottobre 2003, che regola la Giustizia Sportiva.

Nonostante risulti non armonizzata con il Diritto Europeo, tale legge rimane ancora in vigore nel sistema italiano.

Gli avvocati dell'ex dirigente hanno presentato richiesta pregiudiziale al Tribunale Amministrativo del Lazio

A dare la notizia è stato il pull di avvocati di Giraudo, Jean-Louis Dupont e Amedeo Rosboch, tramite un comunicato:

"I legali di Antonio Giraudo hanno comunicato che si è tenuta il 4 luglio la prima udienza al Tar di Roma della causa promossa dall'ex dirigente della Juventus per vedere accertata la responsabilità dello Stato Italiano per gravissimi danni e pregiudizi subiti dal Dottor Giraudo a causa delle disposizioni della legge 280/2003 dell'ottobre 2003, legge che disciplina la Giustizia Sportiva, la quale nonostante il palese contrasto con le disposizioni del Diritto Europeo rimane vigente nel nostro ordinamento.

Pertanto i legali del Dottor Giraudo hanno chiesto in via pregiudiziale che il Tar rimetta alla Corte di Giustizia Europea la questione di incompatibilità di tale legge rispetto al diritto comunitario".

"Dunque il Tar - prosegue la nota - non ha deciso di respingere la richiesta dei legali di Giraudo ma di istituire una sottosezione per trattare il tema che riguarda anche altri casi di presunta incompatibilità tra il diritto europeo e le norme che regolano la Giustizia Sportiva in Italia".

A commentare la notizia è stato di recente anche il giornalista Andrea Bosco: "Se Giraudo ottenesse ragione e venisse garantito un risarcimento, potrebbe raggiungere cifre eccezionali, considerando che sono trascorsi molti anni e che Giraudo, impedito nel suo lavoro e diffamato da numerosi titoli e media, era un dirigente di alto livello con un elevato reddito".

Questa situazione potrebbe quindi riaprire la discussione sul caso Calciopoli, il tutto ovviamente qualora le richieste dell'ex dirigente bianconero fossero accolte.

In caso di risarcimento lo Stato potrebbe intervenire in aiuto della Federazione Italiana Giuoco Calcio

Nel caso in cui le richieste di Giraudo venissero riconosciute e un risarcimento fosse garantito, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), come indicato dal giornalista Bosco, potrebbe non disporre delle risorse necessarie per affrontare un simile onere finanziario. In tal caso, lo Stato Italiano potrebbe essere chiamato ad intervenire per sostenere il calcio italiano e prevenire una crisi all'interno di una delle più importanti realtà sportive italiane.