L'ennesima sconfitta della Roma, battuta per 3-1 anche dal Milan, ha generato un'ondata di malcontento nella sponda giallorossa della capitale e a pagare dazio per i risultati scadenti della squadra giallorossa potrebbe essere l'allenatore José Mourinho. Il portoghese, vedrebbe cosi gli spettri del terzo esonero consecutivo della sua carriera dopo quelli al Manchester United e al Tottenham.

Roma: i risultati latitano, ora Mourinho rivede gli spettri della parola esonero

La Roma cade ancora a Milano e si posiziona nona in classifica dopo aver incassato l'ennesima sconfitta con una diretta rivale: nella Capitale, si cercano dunque i colpevoli di una situazione che sembrerebbe essere sfuggita di mano troppo presto ad una società che definire assenteista sarebbe un complimento.

Sul banco degli imputati, oltre ai silenziosi Friedkin e ad una squadra dagli evidenti limiti tecnici, ci è finito anche José Mourinho: il portoghese, ieri squalificato per il rosso rimediato nel pareggio casalingo con l'Atalanta, è stato più volte immortalato dalla telecamera in tribuna, dove con aria preoccupata assisteva inerme alla debacle.

Una sconfitta che pesa sull'animo dei giallorossi, allontana sempre di più la Roma da un posizionamento valido per qualificarsi alla prossima Champions League e fa tornare gli spettri della parola esonero intorno al portoghese. Lo "Special One" prima di approdare nella Capitale era stato allontanato prima dal Manchester United e poi dal Tottenham, due società che oggettivamente nel post Mourinho hanno comunque raccolto molto poco.

Le prossime partite della Roma saranno fondamentali per la permanenza del lusitano, che comunque in estate vedrà il suo contratto terminare.

Per il prossimo futuro possibile cambio alla gestione tecnica: Friedkin pensa al profilo low cost

Visti i rumors sulla sponda giallorossa della Capitale, la permanenza in questa stagione di Mourinho apparirebbe dunque in bilico e se i Friedkin scegliessero la via dell'esonero, allora potrebbero poi puntare su un progetto nettamente più economico da imbastire già in questa fase dell'annata. Ad oggi infatti, la Roma paga il terzo monte ingaggi della Serie A, un dato paradossale se si legge la classifica e se si analizza la gestione degli stipendi e dei calciatori che ne usufruiscono.

Basti pensare che elementi come Renato Sanches, Tammy Abraham o Chris Smalling, tre che per motivi diversi hanno collezionato in tutta la stagione appena 473 minuti di gioco, percepiscono al netto una cifra vicina ai 12.5 milioni di euro.

Non è da escludere quindi che nelle prossime settimane la proprietà statunitense possa andare a caccia di un allenatore meno ambizioso e che si accontenti di un ridimensionamento finanziario su tutti i fronti. Un nome, come ad esempio quello di Daniele De Rossi, bandiera della Roma e a oggi senza una panchina, riscuoterebbe il consenso di una larga fetta della tifoseria giallorossa.