L’Avellino annichilisce il Catania di un traballante Lucarelli con un netto 5 a 2 dinanzi ai suoi tifosi e ad un ospite di eccezione, Pippo Inzaghi. La partita di Lega Pro, giocata sotto un diluvio incessante, ha visto gli undici guidati da mister Pazienza abbattersi con veemenza sugli ospiti.

Vittoria preziosissima per i biancoverdi che dopo il doppio pareggio in trasferta contro Monterosi e Cerignola, consolidano il terzo posto con 53 punti in trenta partite in coabitazione con l’insospettabile Taranto di Ezio Capuano.

Tre reti nei primi 45 minuti

I primi quindici minuti scorrono piacevolmente con l’Avellino che costruisce dal basso e gli etnei abili nel pressing alto. Ad accendere il match è però il Catania che con un tiro telefonato di Costantino desta dal torpore il portiere Ghidotti.

Gli ospiti nei successivi minuti provano a condurre il gioco e si costruiscono un paio di occasioni su calcio piazzato senza però risultati apprezzabili.

Mentre la pioggia si trasforma in grandinata, come un lampo, arriva la rete di Rocca: in ripartenza, su un preciso assist di un fumoso Sgarbi l’ex di turno spiazza col piattone l’incolpevole Furlan. Passano soltanto tre minuti e Sgarbi dal fondo mette in mezzo un rasoterra che il bomber Gori trasforma in gol (per l’attaccante è la decima rete stagionale).

I rossoblù, quindi, provano a salire di baricentro ma nel finale di primo tempo sono nuovamente gli irpini mediante un magistrale contropiede a fare nuovamente festa: Sgarbi con un preciso e tagliente filtrante permette a De Cristofaro di trovarsi tutto solo dinanzi all’estremo difensore catanese: tiro che si stampa sul palo consentendo però allo stesso centrocampista di ribadire in rete in scivolata.

Il Catania prova a ribaltarla

I secondi 45 minuti raccontano una partita diversa. Gli ospiti escono dagli spogliatoi con un piglio diverso mentre l’Avellino, rasserenato dalle tre realizzazioni, indietreggia, quasi per inerzia. I primi dieci minuti sembrano un assalto alla diligenza: al 49° è Davide Marsura a riaprire i giochi, un suo tiro di sinistro viene deviato da un difensore che sorprende il distratto Ghidotti.

Meno di due minuti e su un cross dalla destra di Marsura, i difensori centrali pasticciano permettendo a Castellini di bucare per la seconda volta il portiere di casa.

L'Avellino é frastornato e non riesce a costruire gioco, fra le tribune scende il gelo. Stavolta però, Pazienza fa i cambi giusti: entrano Palmiero e Liotti e si passa dal 4-3-3 al 3-5-2 ma non basta. Al 70° l’illuminazione tattica giusta: fuori i due attaccanti, Gori e Sgarbi, dentro Marconi e Russo.

Il nuovo undici prende vigore e in contropiede arriva il 4 a 2 con lo spettacolare colpo di testa in tuffo da parte di Russo, su assist al bacio di Palmiero. Il Catania non demorde e prova a rientrare in partita: al 79° un tiro di Cianci termina di poco fuori.

Quando si attende solo il triplice fischio da parte del direttore di gara, ecco il contropiede rapido e letale degli irpini: 5 contro 2 e Liotti, acquisto di gennaio fin qui poco amato da stampa e tifoseria, chiude la gara trovando la quinta rete.