Nelle scorse ore l'ex calciatore Ciro Ferrara ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport della Juventus e del suo tecnico Igor Tudor, sottolineando come il croato dovrebbe chiedere alla squadra di essere particolarmente aggressiva sul campo.
Ferrara ha poi detto la propria sul neo dg bianconero Damien Comolli.
Ferrara: 'Tudor chieda alla squadra di essere aggressiva come fece Lippi con noi'
Nelle scorse ore l'ex calciatore Ciro Ferrara ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport e parlando della Juventus e di quello che dovrebbe fare il tecnico bianconero Igor Tudor ha detto: "Il croato chieda aggressività, come fece Lippi con noi.
Il primo giorno a Torino, estate 1994, tra la firma, la presentazione e la ricerca della casa, mi convoca Umberto Agnelli. Mi accoglie così: 'Benvenuto Ferrara, è pronto per vincere?'. Io volo basso ('Dottore, ci proviamo') e lui ribatte: 'No, alla Juve bisogna vincere' ".
Ferrara ha poi commentato con toni positivi l’approccio del nuovo direttore generale della Juventus, Damien Comolli, sottolineando la lucidità con cui il dirigente francese ha compreso sin da subito il contesto in cui è approdato. A suo giudizio, la dichiarazione d’esordio di Comolli è stata particolarmente efficace: se nata da una sua iniziativa personale, dimostra grande intelligenza comunicativa; se invece frutto di un suggerimento, conferma comunque la capacità del dirigente di cogliere il momento e sfruttare al meglio l'opportunità.
Ferrara ha ipotizzato che dietro questa strategia comunicativa possa esserci la mano di Giorgio Chiellini, figura storica e fortemente identitaria per il club bianconero. Di Chiellini ha evidenziato l’educazione, la competenza e l’amore per la Juventus, tratti che, secondo l’ex difensore napoletano, lo renderanno un elemento prezioso anche nel suo nuovo ruolo dirigenziale, soprattutto nel dialogo diretto con i calciatori.
Ferrara ha poi fatto riferimento alla naturale esigenza di cambiamento in una realtà come la Juventus, dove la mancanza di risultati implica inevitabilmente delle svolte, come dimostrano le recenti uscite di Thiago Motta e Cristiano Giuntoli. Pur non conoscendo direttamente Comolli, ha sottolineato come la fiducia accordata dalla proprietà debba essere letta come un segnale chiaro della volontà di rilancio.
Infine, ha rilevato un primo miglioramento rispetto al recente passato: la gestione della comunicazione. Secondo Ferrara, nella scorsa stagione proprio la comunicazione ha rappresentato un punto debole, citando in particolare l’infelice scelta di fissare come obiettivo pubblico la semplice qualificazione alla Champions League, una dichiarazione ritenuta insufficiente e non in linea con la storia e l’ambizione della Juventus.
In campo dovrà vedersi la grinta di Tudor
Le parole di Ferrara su Tudor potrebbero non essere troppo lontane dalla realtà: il tecnico croato, sin da calciatore, ha sempre mostrato tenacia e grinta, doti che si è poi portato dietro anche da allenatore.
Ecco perché nella prossima stagione ci si potrebbe attendere una Juventus guerriera, pronta a dare tutto sul campo dal primo al novantesimo. Che poi è sempre storicamente stato il DNA più autentico del club.