Intervenendo in questi giorni dal palco del Giffoni Film Festival, Aurelio De Laurentiis non ha usato mezzi termini: "Il Napoli è l'unica società sana in un sistema fallimentare". Una dichiarazione con cui il presidente azzurro rivendica la solidità economica del club partenopeo, in netto contrasto con un calcio italiano secondo lui che "rischia il fallimento". Parole che trovano riscontro nei numeri: 12 bilanci in utile negli ultimi 21 anni e un record assoluto di 79,7 milioni di euro di utile nel 2023, il più alto mai registrato nella storia della Serie A.
Un imprenditore di successo
Aurelio De Laurentiis rappresenta uno degli ultimi grandi patron del calcio italiano: come in passato Silvio Berlusconi e Massimo Moratti ha portato il proprio club al successo, ma diversamente da questi, lo ha fatto mantenendo i conti in ordine.
Il patron del Napoli ha sempre avuto una gestione prudente, senza cedere alle pressioni della tifoseria, preferendo sempre una gestione oculata. Dal 2004 al 2025, il Napoli ha ottenuto 12 bilanci in utile e 8 in perdita, con un utile record di 79,7 milioni di euro nel 2023, il più alto mai registrato nella storia della Serie A.
L'impatto sulla città e i progetti futuri
Gli investimenti nel club hanno avuto impatto anche sulla città: secondo OpenEconomics, le spese sostenute dalla società (circa 305 milioni di euro) hanno generato un impatto sociale ed economico stimato in 1,26 miliardi di euro.
Il murale di Maradona nei Quartieri Spagnoli, meta di oltre 6 milioni di visite all'anno, ha contribuito al rilancio delle attività commerciali locali, cresciute del +5,5% rispetto al 2019.
Inoltre, lo stadio Diego Armando Maradona è al centro di un progetto da 30 milioni di euro per portare la capienza a 70.000 posti, importante per la candidatura agli Europei del 2032.
Dal baratro allo scudetto: il Napoli di Aurelio De Laurentiis
Nonostante una storia fatta di successi come i due scudetti (1987 e 1990), la Coppa UEFA (1989) negli anni della militanza di Diego Armando Maradona, nel 2004 il Napoli era in profonda crisi. Debiti enormi e una gestione scriteriata avevano portato la società a dichiarare bancarotta a luglio.
In questo scenario si fece avanti appunto Aurelio De Laurentiis, che comprese il potenziale del club e della città che rappresenta. Rilevò i diritti sportivi fondando la "Napoli Soccer", che si iscrisse alla serie C1, con l'obiettivo di riportare in pochi anni la squadra in Serie A e restituire un club competitivo ai tifosi.
Il patron fornì al Napoli un'organizzazione aziendale moderna e una solidità economica che mancava da tempo. La sua esperienza da produttore cinematografico gli permise di applicare nel calcio strategie di marketing e valorizzazione che si rivelarono vincenti.
Il ritorno dalla Serie C1 alla Serie A avvenne in soli 3 anni. Poi con Mazzarri in panchina seguirono anni di crescita culminati con la qualificazione alla Champions League e la vittoria della Coppa Italia del 2012.
Negli anni successivi, con allenatori di alto profilo come Benitez, Sarri e Ancelotti, arrivarono due secondi posti (2013 e 2018), un'altra Coppa Italia (2014) e la Supercoppa italiana (2014). Gli scudetti infine sono arrivati negli ultimi anni con Luciano Spalletti (2023) e due mesi fa con Antonio Conte (2025).