Nel pre-partita dei sedicesimi di finale di Coppa Italia tra Milan e Lecce, il presidente rossonero Paolo Scaroni è intervenuto ai microfoni di Mediaset per fare il punto sul progetto del nuovo stadio, un tema che da anni domina il dibattito sportivo e urbanistico a Milano.
“Il nuovo stadio? È un tema di cui mi occupo da molti anni, almeno 4-5 anni" ha dichiarato Scaroni. "Mi sembra che siamo in dirittura d’arrivo e sono fiducioso che arriveremo alla meta. Abbiamo bisogno di un nuovo stadio per il Milan, per l’Inter, per Milano, per le competizioni internazionali".
San Siro verso la fine di un’era
Il dibattito sul futuro di San Siro è al centro della scena da anni. L’attuale stadio, inaugurato nel lontano 1926 e profondamente legato alla storia di Milan e Inter, è oggi ritenuto inadeguato rispetto agli standard richiesti da UEFA e FIFA per ospitare grandi eventi internazionali.
Le due società milanesi avevano inizialmente progettato di costruire un nuovo impianto proprio accanto all’attuale Meazza, prevedendo la successiva demolizione dello stadio storico. Tuttavia, il piano ha incontrato numerosi ostacoli burocratici e politici, tra cui l’ipotesi di tutela vincolante di parte della struttura da parte della Soprintendenza, che ne potrebbe impedire la demolizione.
Nuove ipotesi: San Donato e Rozzano
Per aggirare gli intoppi legati all’area di San Siro, i due club hanno iniziato a valutare soluzioni alternative. Il Milan ha presentato un progetto per la zona di San Donato Milanese, mentre l’Inter ha avviato contatti per l’area di Rozzano. Entrambe le soluzioni prevedono la costruzione di uno stadio di nuova generazione, separato dall’attuale sito storico.
Archistar per un progetto ambizioso
Scaroni ha poi sottolineato l’ambizione del club di creare una struttura di livello mondiale, affidandosi a studi di architettura rinomati a livello globale. In particolare, i nomi scelti sono quelli di Foster + Partners e Manica Architecture.
Norman Foster, fondatore dello studio Foster + Partners, è uno degli architetti più celebri al mondo, insignito del titolo di baronetto dalla regina Elisabetta II e noto per un approccio che unisce estetica, funzionalità e sostenibilità.
Tra i suoi lavori più noti c’è proprio il nuovo Wembley Stadium di Londra, considerato uno dei templi del calcio moderno. Inaugurato nel 2007 al posto del vecchio Wembley, demolito nel 2003, lo stadio è stato ricostruito con una capienza di 90.000 posti e una delle strutture architettoniche più riconoscibili al mondo, grazie anche al suo iconico arco in acciaio alto 133 metri.
Il nuovo Wembley ha rappresentato un punto di svolta nella concezione degli stadi moderni: non solo un impianto sportivo, ma un contenitore polifunzionale capace di ospitare concerti, eventi e manifestazioni internazionali. È questo il modello a cui anche il Milan si ispira.
Manica Architecture dal canto suo, è specializzato in infrastrutture sportive e tra le sue opere figurano il Chase Center dei Golden State Warriors e il nuovo stadio dell’Inter Miami, il club di proprietà di David Beckham.
“Naturalmente io ho sempre detto che voglio fare a Milano lo stadio più bello d’Europa" ha ribadito Scaroni. "Vogliamo avere uno stadio stupendo e abbiamo scelto il meglio dell’architettura internazionale. Foster è probabilmente la stella dell’architettura mondiale, già responsabile del nuovo Wembley, tempio del calcio".
Decisione in arrivo dal consiglio comunale
Il destino del progetto è ora nelle mani del Consiglio Comunale di Milano, chiamato a esprimersi sull’operazione nel prossimo futuro. Il presidente del Milan ha espresso piena fiducia nella politica cittadina.
Attualmente la proposta originaria per costruire il nuovo stadio accanto al Meazza — presentata da Milan e Inter nel 2019 — è stata formalmente ritirata.
Le due società, a partire dal 2023, hanno avviato percorsi indipendenti, con il Milan che ha presentato un progetto per San Donato Milanese e l’Inter che ha manifestato interesse per Rozzano, nel comune di Assago.
Tuttavia la speranza reale di entrambe sembra essere il ritorno in un San Siro rinnovato, soprattutto in caso di cambiamenti politici o istituzionali a livello locale che possano sbloccare il dossier. Dunque, mentre la via San Siro appare oggi superata nei fatti, non lo è ancora formalmente al 100%, motivo per cui in alcune dichiarazioni pubbliche resta aperta come "opzione teorica".
"Grande ottimismo e grande fiducia nella politica" ha concluso su questo Scaroni. "Sarà il Consiglio Comunale che dovrà varare l’operazione nei prossimi giorni".
Chi è Paolo Scaroni
Paolo Scaroni è il presidente dell’AC Milan dal 2018, anno in cui il fondo americano Elliott ha assunto il controllo della società rossonera. Nato a Vicenza nel 1946, ha costruito una solida carriera nel mondo dell’industria e della finanza. Dopo la laurea alla Bocconi e un MBA conseguito alla Columbia University di New York, ha ricoperto incarichi di vertice in alcune delle principali aziende italiane.
È stato amministratore delegato di Enel tra il 2002 e il 2005, e successivamente di Eni, dal 2005 al 2014, contribuendo all’internazionalizzazione del gruppo energetico italiano. Manager esperto e profilo di riferimento nel panorama economico nazionale, è spesso coinvolto anche in fondazioni culturali e istituzioni accademiche.
Scaroni è stato scelto per guidare il Milan in una fase di rilancio aziendale e infrastrutturale, con il compito di rafforzare la solidità del club e accompagnarlo nel progetto del nuovo stadio. La sua leadership è stata confermata anche con il passaggio di proprietà a RedBird Capital Partners nel 2022, a conferma del ruolo centrale che ricopre nel disegno strategico del club.