C’è qualcosa di paradossale in quello che sta accadendo in casa Roma. La squadra guidata da Gian Piero Gasperini, uno degli allenatori più offensivi e prolifici d’Europa, capace in carriera di trasformare centravanti di ogni tipo in macchine da gol, si ritrova oggi a fare i conti con un problema che, fino a qualche tempo fa, sarebbe sembrato impensabile: gli attaccanti non segnano.

Dovbyk e Ferguson, due attaccanti da un gol in due mesi

In nove partite ufficiali tra campionato ed Europa League, la coppia formata da Artem Dovbyk ed Evan Ferguson ha prodotto una sola rete.

È stata quella dell’ucraino, di testa, contro la Fiorentina: un gol tanto pesante quanto isolato, l’unico squillo in un deserto di occasioni sprecate e prestazioni opache.

L’ultimo esempio, quasi simbolico del momento nero, è arrivato nel big match contro l’Inter: Dovbyk, ha fallito almeno due occasioni nitide per riportare la Roma in equilibrio, una delle quali ancora una volta di testa grida vendetta.

Eppure, se c’è un allenatore che storicamente ha saputo far esaltare i propri centravanti, quello è proprio Gasperini. Da Zapata a Muriel, passando per Højlund e Lookman, i suoi attaccanti hanno sempre beneficiato di un sistema capace di generare valanghe di gol. A Roma, però, la magia sembra essersi inceppata.

Il tecnico di Grugliasco ha provato a rimescolare le carte, arrivando persino a schierare Paulo Dybala come falso nove, nella speranza di sbloccare un attacco che fatica tremendamente a rendersi pericoloso. Anche quell’esperimento, tuttavia, ha dato risultati modesti: l’argentino ha provato a inventare, ma senza il sostegno di movimenti e sincronismi che da sempre sono il marchio di fabbrica del “Gasp”.

Roma, mancanza di alternative e la necessità di rivitalizzare uno dei due attaccanti

Le ragioni del malessere offensivo giallorosso sono molteplici. Da un lato c’è la scarsa integrazione tattica dei nuovi arrivati, ancora lontani dal comprendere fino in fondo i meccanismi richiesti dal tecnico.

Dall’altro pesa la pressione ambientale, che a Roma non perdona, e la mancanza di alternative di livello in rosa: un problema che il direttore sportivo Massara ha più volte sottolineato, richiamando all’ordine la realtà economica del club, impossibilitato a interventi di rilievo sul mercato.

Ora tocca proprio a Gasperini, l’uomo che ha insegnato al calcio moderno che anche i difensori possono segnare, trovare la chiave per rivitalizzare almeno uno dei suoi centravanti. Perché la Roma, oggi più che mai, ha bisogno dei gol dei suoi attaccanti per restare aggrappata ai piani alti della classifica e dare un senso al suo progetto tecnico.

Il paradosso, però, resta tutto lì: il maestro del gol Gasperini è alle prese con la carestia più inattesa degli ultimi anni.