Secondo le ultime indiscrezioni, Thiago Motta avrebbe rifiutato anche la corte del CSKA Mosca, rimanendo a libro paga della Juventus con la quale sarà contratto per un altro e mezzo.

Thiago Motta dice ancora no

Nelle ultime ore è emersa una nuova indiscrezione su Thiago Motta tecnico senza panchina che avrebbe rifiutato la corte dello Spartak Mosca, club russo alla ricerca di un sostituto dopo l’addio di Dejan Stanković. Una scelta che sembra incarnare quello che ormai sembra un vero e proprio rifiuto sistematico da parte dell’allenatore italo-brasiliano.

Non è la prima volta che Motta declinerebbe proposte importanti. Secondo le ricostruzioni dei media, negli ultimi mesi avrebbe detto no anche a grandi piazze europee come Real Sociedad e Monaco.

A fare rumore, però, è il contesto: Motta è ancora legato contrattualmente alla Juventus e, nonostante l’esonero avvenuto nella scorsa primavera, percepirà lo stipendio fino al 2027/28, anno in cui scadrà il suo accordo con i bianconeri. Un impegno economico tutt’altro che trascurabile per i bianconeri: circa 5 milioni di euro a stagione per l’ex tecnico, cifra che diventa ancora più pesante se si sommano gli stipendi del suo staff.

Questa situazione rappresenta una vera e propria tegola per la Juventus.

Da un lato, Motta potrebbe cambiare idea e tornare in panchina: se accettasse una delle pretendenti future, i bianconeri potrebbero alleggerire finalmente il peso del suo ingaggio. Ma, al momento, sembra che Motta preferisca restare ai box: stando a quanto riportato da voci a lui vicine, l’allenatore avrebbe intenzione di prendersi un anno sabbatico, riflettere con calma e scegliere un nuovo progetto con estrema perizia. Dopo l’esperienza fallimentare alla Juventus, tornare troppo in fretta e in una piazza sbagliata sarebbe per lui un rischio troppo alto.

Il bilancio delle pene bianconere: non solo Motta

Il no di Motta, come già accennato, pesa in maniera particolare sul bilancio della Vecchia Signora perché va a sommarsi ad altre spese similari.

Oltre al costo dell’ex allenatore italo brasiliano, la Juventus dovrà continuare a sostenere altri ingaggi piuttosto rivelanti, come quello di Igor Tudor. Anch’egli esonerato, il croato aveva rinnovato con Comolli nella scorsa estate, prolungando il suo rapporto con i bianconeri fino al 2027/28, percependo circa 3 milioni di euro netti a stagione. Poi c'é il neo allenatore della Juventus Luciano Spalletti, che dal canto suo guadagnerà circa 3 milioni per i 7 mesi in cui rimarrà sotto contratto fino al termine dell’attuale stagione.

In totale, si tratta di un impegno economico davvero importante per i bianconeri, che continuano a pagare ex tecnici senza avere benefici sportivi diretti.