Negli ultimi giorni il futuro della SSC Bari è tornato sotto i riflettori: il presidente Luigi De Laurentiis jr. ha confermato di essere in contatto con possibili investitori stranieri interessati all’acquisizione di una quota significativa del club. In una conferenza stampa oggi allo stadio San Nicola, De Laurentiis ha spiegato: “Negli ultimi tempi sto dialogando con due realtà che si sono interessate al club. Siamo in una fase di dialogo, loro studiano il Bari come numeri e piazza. Il mio obiettivo è chiudere nel 2026 queste trattative”.
Si tratta di un annuncio che arriva in un momento delicato per la società pugliese, da anni bloccata in Serie B e lontana da quell’ambizione di Serie A che la città e i tifosi considerano non solo possibile, ma doverosa.
Dopo aver sfiorato la promozione due stagioni fa, in realtà la squadra non è più riuscita a giocarsi la salita diretta o ai playoff con reale continuità, con campionati recenti deludenti tanto per risultati quanto per spettacolo. Il Bari galleggia a metà classifica e non riesce a dare la spinta necessaria per inseguire la massima serie. Questo stagnare costante ha incrinato la fiducia di una tifoseria esigente e appassionata.
De Laurentiis sempre più contestato e stadio semi- vuoto
La contestazione nei confronti di De Laurentiis è reale e palpabile. Anche prima dell’ultimo segnale d’allarme — la protesta con curva nord che ha deciso di disertare lo stadio in un recente match casalingo, lasciando vuoti gli spalti come forma di protesta — i sostenitori avevano già espresso insofferenza per anni di gestione ritenuta opaca rispetto alle necessità del club e della piazza barese.
Lo stadio di Bari come affluenza non è più tra i migliori di Serie B come un tempo.
Nel corso della conferenza stampa, De Laurentiis ha speso parole che cercano di stemperare tensioni e aspettative: “È important poter dare il Bari a mani solide, che possano avere una progettualità”, ricordando anche la scadenza del 2028 per le regole sulle multiproprietà nel calcio italiano. Ha sottolineato poi: “non abbiamo trattative con gruppi nazionali. Abbiamo dialoghi con realtà straniere … ci sono tempistiche, ci si conosce”, aggiungendo che l’intenzione è trovare un socio che porti risorse e idee per dare prospettiva alla società.
Contestazione autolesionista?
Non sono mancate critiche indirette alla piazza: De Laurentiis ha definito autolesionista il comportamento dei tifosi che non sostengono la squadra, ricordando che i giocatori scendono in campo per rappresentare la città.
Dal suo punto di vista, riaccendere l’entusiasmo passa anche per investimenti sul mercato e risultati sul campo, senza i quali ogni progetto rischia di restare sulla carta.
La contraddizione centrale resta: un club con una storia e una tifoseria di primo piano che non riesce a tradurre questo potenziale in risultati sportivi e stabilità gestionale. La possibile apertura a partner stranieri può essere una svolta, ma non dissipa di per sé le critiche di chi chiede un progetto coerente e competitivo, con l’unico obiettivo reale di riportare il Bari dove merita — cioè in Serie A, per restarci.