Alla Continassa il mese di gennaio non sarà soltanto una finestra di mercato, ma un vero banco di prova per testare le ambizioni del club. E questa volta, più che mai, le riflessioni della dirigenza bianconera sembrano muoversi su un terreno quasi paradossale. Perché se è vero che l’amministratore delegato Damien Comolli è alla ricerca del centrocampista “totem”, quel profilo capace di dare ordine, qualità e sostanza a una mediana spesso in affanno, è altrettanto vero che sul tavolo starebbe finendo anche un’altra priorità inattesa: un nuovo attaccante.

Juve, Openda e David non avrebbero convinto

Un’ipotesi che fa rumore se si torna indietro di pochi mesi, quando la Juventus aveva acceso l’estate con il doppio colpo offensivo Jonathan David e Openda. Due operazioni accolte con entusiasmo, due nomi che sulla carta promettevano gol, dinamismo e un salto di qualità immediato. Eppure, la realtà del campo ha raccontato un’altra storia. L’ex Lille e l’ex Lipsia non avrebbero pienamente soddisfatto le aspettative, né in termini di continuità né in termini di gol.

Da qui la riflessione interna: se l’obiettivo è alzare il livello competitivo e offrire a Luciano Spalletti un reparto offensivo più affidabile, allora potrebbe servire un centravanti di spessore, uno di quelli capaci di reggere il peso dell’attacco bianconero anche nelle serate più complicate.

Un’idea che nasce dalla necessità, ma che deve fare i conti con una realtà economica estremamente delicata.

Juventus, prima delle entrate servono le uscite

La Juventus non può permettersi operazioni faraoniche. Ogni ingresso, soprattutto in attacco, dovrebbe passare quasi inevitabilmente dalle cessioni. E i nomi cerchiati in rosso sarebbero tre: Adžić, Milik e João Mario. Situazioni diverse, strategie differenti. Per il giovane montenegrino si parlerebbe di un prestito, perché il club continua a credere nel suo potenziale e non vorrebbe rinunciarvi definitivamente. Discorso simile ma con tematiche diverse per Milik, reduce da quasi due anni di inattività: un’uscita temporanea potrebbe servirgli per ritrovare ritmo e fiducia, permettendo così alla Juve di monetizzare nella successiva estate.

Diverso, invece, il caso di João Mario. Il portoghese rappresenta il profilo che potrebbe garantire una plusvalenza immediata e portare liquidità fresca nelle casse del club. Una sua cessione a titolo definitivo, magari da 15 milioni di euro, sarebbe la chiave per sbloccare eventuali movimenti in entrata, soprattutto nel reparto offensivo.

Gennaio in tutto questo si avvicina e con esso scelte che potrebbero ridisegnare il volto della Juventus.