Sarà il Torino di Baroni a sfidare la Roma guidata da Gasperini nella ventunesima giornata della Serie A 2025/26. Il fischio d’inizio è fissato per domenica 18 gennaio alle 18:00 allo Stadio Olimpico di Torino: i granata cercheranno di impensierire i giallorossi, alla ricerca di punti preziosi nella corsa europea, in una delle piazze più calde e difficili d’Italia. Motivi di interesse non mancano, tra ballottaggi, attacchi dal volto nuovo e protagonisti attesi: è la sfida tra due piazze storiche, sempre pronte a vendere cara la pelle.
Le probabili formazioni: Malen verso il debutto dal 1’, Adams e Njie favoriti
Tra i granata, Baroni punta su un 3-5-2 dove la linea difensiva davanti a Paleari vede probabili titolari Tameze, Maripan e Coco (con Ismajli che insidia Tameze). Sulle fasce Lazaro e Aboukhlal, con Vlasic, Ilkhan e Gineitis — quest’ultimo favorito su Casadei — a popolare la zona nevralgica. In attacco, complice qualche tentennamento di Baroni, la coppia Adams-Njie è al momento favorita su Simeone.
Per la Roma, Gasperini lavora sul collaudato 3-4-2-1: Svilar in porta, con Mancini, Ndicka e Hermoso a presidiare la retroguardia. Sulle corsie Celik e Wesley, mentre in mezzo spazio a Cristante e Koné, quest’ultimo come al solito perno del pressing romanista.
Dietro la punta, la creatività di Soulé e Dybala, mentre in avanti si scalda Malen, appena sbarcato in giallorosso e in vantaggio su Ferguson — ancora non al meglio fisicamente. Dalla panchina, tante alternative di qualità da entrambe le parti, ma anche qualche indisponibile pesante specie tra i capitolini, orfani tra gli altri di El Aynaoui, Baldanzi e Gollini.
Le quote: Roma favorita secondo i bookmaker
Nonostante la trasferta, è la Roma la squadra data favorita dai principali operatori: per Bet365 la vittoria esterna dei giallorossi è quotata 2.15, il successo del Torino a 3.75 e il pareggio a 3.10.
Quota che non ammette dubbi sulla maggiore fiducia nutrita dai bookmaker per la compagine di Gasperini, anche in considerazione del trend e della qualità dei singoli di spicco.
Statistiche: i protagonisti tra qualità, numeri e dettagli
Nikola Vlasic, motore offensivo del Torino, ha disputato venti gare in stagione, diciannove delle quali da titolare, per un bottino di cinque reti e due assist in 1538 minuti.
L’attaccante croato è uno dei leader del gruppo granata per impegno anche in copertura, con trentatré tackle e otto intercetti, e mostra una propensione per l’uno contro uno: ventotto dribbling tentati, quattordici riusciti. Con venticinque passaggi chiave e la tendenza a cercare spesso il tiro (ventuno conclusioni totali, nove nello specchio), Vlasic si conferma tra i valori aggiunti della manovra di Baroni, bravo anche a trasformarsi in rigorista (tre centri dal dischetto).
Al suo fianco spesso agisce Ché Adams, che alterna presenze dal primo minuto a ingressi a partita in corso: in diciannove presenze ha segnato tre gol e servito un assist, con undici tiri in porta su ventuno totali. La propensione al duello e la buona cifra nei dribbling (undici riusciti su ventidue) lo rendono una spina nel fianco per le difese avversarie, nonostante una media leggermente inferiore nei duelli vinti (quarantuno su centosei).
Nel suo score anche 289 passaggi – a testimoniare il lavoro di raccordo tra i reparti.
Sponda giallorossa, Kouadio Koné si sta rivelando tra le certezze di Gasperini. Con venti presenze su venti e quasi 1800 minuti già disputati, il centrocampista si distingue per solidità nei duelli (centododici vinti su duecentoventisei) e per la generosità in fase d’interdizione, con trentotto tackle, due blocchi e undici intercetti all’attivo. Koné porta anche qualità e dinamismo palla al piede, con ventidue dribbling riusciti su trentotto e quasi mille passaggi completati. Il suo apporto offensivo si traduce in due gol segnati e un assist.
A cercare la scintilla sulla trequarti ci sono Matías Soulé, sei gol e quattro assist in venti presenze, impreziosite da ben trenta azioni da gol create (key pass) e un’intensità sopra la media: le sue sessantatre iniziative individuali (ventitré dribbling riusciti) lo rendono imprevedibile nell’uno contro uno.
Completa 585 passaggi ed è spesso decisivo nella manovra giallorossa, come raccontano i numeri delle occasioni create.
Paulo Dybala, la Joya argentina, sta vivendo una stagione dal rendimento altalenante: un solo gol (su ventuno conclusioni, dodici in porta) e un assist in 911 minuti giocati, per una media-voto di 6.6. Dybala rimane però il catalizzatore della manovra offensiva di Gasperini, con trentatré passaggi chiave a certificare la sua importanza in fase di rifinitura e trenta dribbling tentati. Ma l’efficacia negli ultimi sedici metri non è stata fin qui quella delle annate d’oro.



















