Il giornalista Rai Paolo Paganini ha parlato nelle scorse ore a TMW Radio e riferendosi alla Juventus ha detto: "Non so quanto possa recuperare il terreno perduto. Senza Spalletti che si inventava McKennie, la Juve paga un mercato sbagliato in estate. Kolo Muani voleva tornare ma era bloccato lì e poi non è andato. Anziché ingaggiare David, Openda, Zhegrova: dovevi prenderne uno che conosceva già l'ambiente invece di quei tre".

Vlahovic e il futuro alla Juve secondo Paganini

Restando in tema Juventus, secondo Paganini, il futuro di Dusan Vlahovic risulta strettamente connesso alla figura di Luciano Spalletti.

Prima dell’insediamento del toscano, all’interno della dirigenza bianconera si dava quasi per certa la separazione dal centravanti serbo al termine della stagione. L’arrivo di Spalletti, tuttavia, e le considerazioni pubbliche espresse dallo stesso tecnico nei confronti dell’attaccante hanno contribuito a modificare in modo sensibile lo scenario.

Paganini sottolinea come, in questo contesto, resti determinante anche il ruolo di Massimiliano Allegri, la cui posizione rappresenta una variabile ancora aperta. Parallelamente, il Milan continua da tempo a monitorare con attenzione la situazione di Vlahovic: nel corso dei mesi non sono mancati contatti e confronti, sia diretti con l’allenatore Allegri sia attraverso l’intermediazione del dirigente Tare, a conferma dell’interesse concreto del club rossonero.

Paganini e gli obiettivi del Napoli

Passando al tema Napoli, Paganini si interroga sulla possibilità che un eventuale quarto posto possa essere considerato un fallimento. Le aspettative, osserva il giornalista, erano inizialmente molto elevate, anche in virtù di una campagna acquisti estiva ambiziosa, che aveva portato in azzurro calciatori di primo piano, alcuni dei quali hanno però successivamente lasciato il club. A ciò si sono aggiunti numerosi infortuni, che hanno inciso in maniera significativa sul rendimento complessivo della squadra.

L’eliminazione dalla Champions League e dalla Coppa Italia ha ulteriormente ridotto gli obiettivi stagionali, lasciando come unico traguardo concreto il campionato.

Paganini evidenzia come questa situazione possa risultare accettabile per Antonio Conte nel breve periodo; tuttavia, se l’intento è quello di costruire un progetto di crescita solido, diventa imprescindibile mantenere competitività anche nelle competizioni nazionali e internazionali.