Il Bentegodi di Verona accende i riflettori venerdì 6 febbraio alle 20:45 per Hellas Verona-Pisa, gara valida per la 24ª giornata della Serie A 2025/26. Una partita dal peso specifico alto, soprattutto per i padroni di casa, a caccia di riscatto dopo diversi passi falsi, con il neotecnico Sammarco promosso dalla Primavera. Dall’altra parte, debutto ufficiale per Hiljemark sulla panchina nerazzurra, chiamato subito alla prova del fuoco in una trasferta storicamente ostica per i toscani.
Le probabili formazioni di Verona-Pisa: le scelte dei nuovi timonieri
L’Hellas arriva a questa sfida in condizioni non ottimali, tra qualche infortunato di troppo e Sarr squalificato: tra i pali dovrebbe comunque esserci Montipò (ballottaggio con Perilli), mentre sulla fascia sinistra parte favorito Bradaric. Il nuovo allenatore Sammarco vara un 3-5-2 che vede in retroguardia Slotsager, Nelsson ed Edmundsson, con Frese e Bradaric sugli esterni. A centrocampo il trio Serdar-Al Musrati-Bernede, davanti l’inedita coppia formata da Orban e la possibile sorpresa Bowie, quest’ultimo in leggero vantaggio su Mosquera. In panchina nomi come Akpa Akpro, Lirola e Harroui offrono ulteriori alternative nel secondo tempo.
Il Pisa di Hiljemark riparte invece da un 3-4-2-1 che vede Scuffet in porta, difesa affidata a Bozhinov (in ballottaggio con Calabresi), Caracciolo e Canestrelli. A centrocampo, sulle fasce Touré e Angori, in mezzo Loyola – subito testato dal primo minuto – accanto ad Aebischer. In avanti agiscono come trequartisti Moreo e Tramoni (favorito su Marin), alle spalle dell’unica punta Durosinmi, recuperato e destinato a essere riferimento offensivo dei nerazzurri. Dalla panchina, possibili carte a sorpresa come Iling-Junior, Cuadrado e Stengs.
Quote: Verona leggermente avanti per i bookmaker
Secondo i principali bookmaker, i gialloblù sembrano partire col favore dei pronostici.
William Hill quota il successo interno del Verona a 2.30, il pareggio a 2.90 e la vittoria esterna del Pisa a 3.20. Quote che rispecchiano l’equilibrio della vigilia, ma premiano la voglia di riscatto dell’Hellas e il fattore Bentegodi, da sempre crocevia delicato per le ambizioni-salvezza. L’approccio di Hiljemark è però un’incognita che potrebbe sparigliare le carte.
Le statistiche: tra pilastri gialloblù e nuove leve nerazzurre
La carestia di punti dell’Hellas non ha cancellato le buone prestazioni di alcuni uomini-chiave.
Domagoj Bradaric, titolare quasi inamovibile a sinistra con 17 gare dal primo minuto in 18 apparizioni e 1404 minuti sul campo, è un esterno che bada al sodo: 397 passaggi (16 chiave), 21 tackle e 6 intercetti, pur senza gol o assist finora. Il croato spicca per duttilità ma aspetta il guizzo vincente in fase offensiva.
In avanti il terminale più prolifico rimane Gift Orban: 7 reti in campionato, 2 realizzate dal dischetto, e un assist all’attivo in 20 presenze (1491’), con ben 49 conclusioni tentate e 23 nello specchio. Nel 3-5-2 di Sammarco sarà lui a portare sulle spalle il peso dell’attacco gialloblù. L’imprevedibilità nei dribbling (14 riusciti su 27 tentati) e una buona capacità di lavorare per la squadra – 14 passaggi chiave e 56 duelli vinti su 155 – rappresentano le armi migliori dell’attaccante nigeriano, che però dovrà limitare le 4 ammonizioni raccolte sinora.
Tra le fila nerazzurre, Samuele Angori è tra le rivelazioni del Pisa: 16 presenze da titolare su 20 sono già un segnale di fiducia, a cui aggiunge un assist, 21 passaggi chiave e ben 28 tackle vinti. Notevole la capacità in fase di recupero (13 intercetti), così come nei duelli: 73 quelli vinti sui 119 totali, un dato che lo qualifica come elemento affidabile sulla fascia. Non manca anche la presenza offensiva, con un buon numero di iniziative e 30 falli subiti.
Menzione per Mattéo Tramoni, giocatore di fantasia offensiva che ha già mosso il tabellino due volte in questa stagione, confezionando anche due assist in 21 gare (15 da titolare). Giocatore prezioso tra le linee, capace di trovare ben 25 passaggi chiave per gli attaccanti e di inserirsi pericolosamente in area (18 tiri, 7 nello specchio). Trentesei minuti medi a partita, tre ammonizioni e un rigore conquistato e trasformato certificano la duttilità di Tramoni tra trequarti e attacco.



















