La stagione 2025/2026 del Torino F.C è da considerarsi tra le più disastrose dell'era Cairo. Tra i numerosi record negativi, il Toro si trova ad oggi con un bottino di 33 punti e un quattordicesimo posto in classifica, figlio anche delle recenti vittorie con Lazio e Parma sotto la nuova gestione D'Aversa. Il precedente operato di Marco Baroni è da considerarsi ben lontano dalla sufficienza, avendo sfiorato più volte la zona retrocessione e avendo raccolto il record quali gli 11 gol subiti dal Como in due partite, o il disastroso 5-0 contro l'Inter alla prima di Serie A.
I 47 gol subiti nelle prime 26 giornate riflettono la mancanza di mentalità di una squadra che spesso si è trovata allo sbaraglio e senza vere idee di gioco durante le partite. L'arrivo di Roberto D'Aversa sulla panchina del Toro sembra aver riportato quel minimo di stabilità necessaria al fine di portare la barca in porto per questa stagione e, allontanata momentaneamente la zona retrocessione, si inizia a pensare a quale potrebbe essere la direzione del club granata per la prossima stagione. Tra contestazioni dei tifosi (le Curve del Torino hanno dichiarato la loro volontà di disertare lo stadio fino a fine stagione) e incertezze societarie, bisogna fare alcune considerazioni sulle necessità del Torino F.C.
nella prossima stagione, che potrebbe rappresentare uno spartiacque importante per il futuro del Toro.
Le considerazioni extra-campo
Dal punto di vista extra-calcistico, diversi sono i quesiti riguardanti il destino del Toro per la prossima stagione. Il primo e principale riguarda la questione societaria. Il rapporto tra i tifosi e Urbano Cairo sembra ormai arrivato ad un punto di non ritorno. I supporter granata sostengono che la gestione del club non abbia tenuto conto dei risultati sportivi in cambio di una gestione che ha sempre valorizzato la stabilità economica del club tramite scelte conservative che hanno garantito al Torino anni di galleggiamento a metà classifica, privando però qualsiasi possibilità di risultati sportivi in nome della stabilità.
Resta dunque da capire cosa succederà in estate, e se, tra contestazioni e questione stadio, Urbano Cairo sarà il presidente del Torino anche per la stagione 26/27.
Il calciomercato del Torino
Il calciomercato della passata stagione, portato avanti dall'ormai ex DS Davide Vagnati, ha mostrato numerose lacune e creato alcuni temi importanti da risolvere in casa Toro. La squadra costruita per il campionato 25/26, nonostante alcuni nomi interessanti, è parsa mal costruita dal punto di vista tecnico e inadatta dal punto di vista mentale, anche e soprattutto a causa di un mercato portato avanti sul dogma del "diritto di riscatto", formula che spesso non ha permesso ai giocatori di essere valorizzati al meglio nel contesto.
Con il ritorno di Gianluca Petrachi come DS del Torino, in estate numerosi casi spinosi andranno risolti al fine di costruire una rosa che sia più ottimale per la futura stagione, nonostante le attuali incognite sul prossimo allenatore del Torino.
I prestiti del Torino
Diversi giocatori sembrano essere in potenziale uscita alla fine della stagione attuale, chi per motivi di contratto, chi per motivi di plusvalenza. I giocatori attualmente in prestito sono Niels Nkounkou, Matteo Prati, Tino Anjorin, Luca Marianucci, Sandro Kulenovic, Rafa Obrador, Enzo Ebosse. Nel caso di Marianucci, data la formula del prestito secco, è molto probabile che la sua presenza in maglia Torino si concluderà a fine stagione con il suo rientro a Napoli, e che non ci saranno ulteriori contatti per l'eventuale acquisto.
Tino Anjorin sembra essere legato ad un obbligo di riscatto in caso di salvezza, e sarà probabilmente di proprietà del Torino per la prossima stagione. Anche per Kulenovic si parla di obbligo di riscatto, e il giocatore andrà ad affiancare Simeone (già riscattato) in attacco nella prossima stagione. Per Ebosse non si conoscono le cifre precise per l'eventuale riscatto, ma dato il valore contenuto del giocatore, è probabile un suo riscatto per allungare la rosa nella prossima stagione. Per quanto riguarda Nkounkou, la società ha già espresso la volontà di non riscattare il giocatore a fine stagione, e il francese a giugno farà probabilmente ritorno all'Eintracht Francoforte, società proprietaria del suo cartellino.
Più ambigue sono le situazioni di Matteo Prati e Rafa Obrador. Il mediano, italiano classe '2003, ha una clausola di riscatto tra i 6 e 7 milioni di euro. Cifra non indifferente per le casse del Torino, che però potrebbe comunque valutare il riscatto dell'ex Cagliari, al netto di alcune uscite a centrocampo quest'estate. Per Obrador si parla invece di una cifra di circa 9 milioni di euro fissata con il Benfica, cifra che rende il suo eventuale riscatto abbastanza incerto. Nonostante le buone prestazioni dell'esterno spagnolo, che al Torino sta iniziando a trovare la continuità mancata nella passata stagione, i precedenti in casa Toro sono un campanello d'allarme per il riscatto del giocatore.
Insomma, tutto da valutare in estate, con la squadra granata che potrebbe presentarsi dal club portoghese con la richiesta di abbassare le pretese economiche.
I nomi in uscita
Per quanto riguarda le uscite, diversi sembrano essere i nomi papabili al fine di monetizzare per il prossimo calciomercato. A differenza delle passate stagioni, il Toro non sembra avere grosse plusvalenze in casa (come erano stati Milinkovic-Savic e Ricci nello scorso calciomercato, o Buongiorno e Bellanova in quello precedente) e molti giocatori sono ad oggi in forte dubbio. Primo su tutti Che Adams, arrivato a parametro zero nella stagione 24/25. Su di lui sembrano esserci molte voci provenienti dalla Premier League, e l'attaccante scozzese potrebbe essere uno dei nomi sacrificati per la prossima stagione.
L'occhio della Premier League sembra essersi posato anche su Cesare Casadei, centrocampista classe '2003 che al Torino ha mostrato notevoli abilità da incursore e un certo fiuto del gol. Un nome su cui al Torino piacerebbe puntare ancora, ma come ci ha insegnato il recente passato del Torino, "alla giusta cifra nessuno è incedibile".
Andrà poi risolto il tema Ivan Ilic, arrivato a Torino per quasi 17 milioni di euro, e mai veramente esploso in maglia granata. Dopo che, lo scorso gennaio, la trattativa con lo Spartak Mosca è saltata all'ultimo, il giocatore è rimasto ai limiti del progetto tecnico, complici anche i problemi fisici del serbo. Dato l'elevato numero di centrocampisti in rosa, il Toro cercherà di piazzare l'ex Hellas Verona nella prossima sessione di mercato.
Guillermo Maripan, difensore cileno arrivato nella passata stagione, sembra essere ai margini del progetto per la prossima stagione. Il giocatore è in scadenza nel 2026 con un opzione di rinnovo per un anno, ma il giocatore non sembra più centrale e potrebbe dunque essere destinato a nuove mete.
C'è poi Duvan Zapata; il colombiano, rientrato quest'anno dalla rottura del crociato, ha un contratto piuttosto oneroso per le casse del Torino (circa 2.5 milioni di euro) e, data l'età avanzata, è probabile che la società spingerà per una sua cessione a giugno.
Franco Israel, arrivato in estate come nuovo portiere titolare, è stato rimpiazzato nel corso della stagione dal suo vice, Alberto Paleari, ed è probabile che la società valuti la cessione in estate di fronte ad offerte soddisfacenti.
Valentino Lazaro, in scadenza a fine stagione, potrebbe essere lasciato andare per virare su nuovi nomi volti a rinforzare la fascia destra per la prossima stagione. L'austriaco è stato protagonista di una stagione piuttosto deludente, e sembra non essere più fondamentale per la società granata. Anche Adrien Tameze, in scadenza 2026, sembra ormai destinato all'addio.
Il mercato in entrata
Il calciomercato in entrata per la prossima stagione rimane una questione molto incerta, legata indissolubilmente ai calciatori in uscita e alle questioni societarie. Sono però evidenti le questioni da risolvere per cercare di migliorare e rinforzare la rosa in vista della prossima stagione.
Partendo dal portiere, il Torino dovrà valutare la situazione e rivedere le gerarchie interne alla porta.
Se la bocciatura di Israel verrà considerata definitiva, molto probabilmente il club avrà bisogno di un nuovo titolare, dato che Paleari, nonostante alcune buone prestazioni in questo campionato, ha dimostrato spesso di non garantire la sicurezza necessaria che la squadra necessita tra i pali. Inoltre, data l'età già avanzata (33 anni), sorge la necessità di investire su un profilo giovane da far crescere tra le mura granata, affiancato da un profilo d'esperienza come il portiere brianzolo.
Anche in difesa la necessità principale è quella di rinfrescare la rosa. Il definitivo addio di Schuurs, lontano dal campo da ormai più di due stagioni, e la mancanza di alternative di piede mancino da inserire sul lato sinistro, porteranno il Toro a profonde riflessioni in questo reparto.
I problemi fisici di Ismajli, l'incostanza di Coco, l'inadeguatezza di Maripan in un sistema a 3, l'incognita Ebosse: l'anno prossimo, la squadra dovrà ripartire dalle riflessioni sulla difesa, nella speranza di ridurre il bottino di gol subiti nella stagione in corso.
Sulle fasce, il probabile addio di Lazaro e Nkounkou, più l'incognita Obrador, porteranno il club a dover ristabilire le gerarchie in campo. Con l'eventuale riscatto dello spagnolo, la fascia sinistra vedrebbe lui e Aboukhlal come contenditori di un posto da titolare. Da segnalare anche il rientro in estate di Alessio Cacciamani, giovane esterno classe '2007, che in prestito alla Juve Stabia ha mostrato grandi qualità e potenzialità, e potrebbe essere pronto a contendersi un posto da titolare in prima squadra.
Più problematica dunque la fascia destra, dove il Torino necessiterebbe di un titolare da inserire al fianco di Pedersen, giocatore di grande corsa che ha però mostrato evidenti limiti tecnici in questi quasi due anni in maglia granata.
A centrocampo, difficile immaginare ulteriori ingressi non vincolati da cessioni: il già elevato numero di interpreti in rosa rende il reparto già piuttosto completo. Vlasic sembra intoccabile; Gineitis è in nettissima crescita; Ilkhan è una piacevole (ri)scoperta; Prati e Casadei sono giovani e malleabili; Anjorin è ancora tutto da scoprire. Il tema centrocampo rimarrà quindi eventualmente legato agli eventuali addii di giocatori quali Tameze, Ilic, Casadei.
Anche in attacco, il tema ingressi è legato alle cessioni. Ad oggi il Torino conta 4 più 1 arruolabili in questo reparto: Simeone, Adams, Kulenovic, Zapata, più Njie, non puramente seconda punta ma spesso utilizzato in quel ruolo. Se Simeone e Kulenovic sembrano certi del posto per la prossima stagione, bisognerà attendere il destino degli altri attaccanti per immaginare volti nuovi in rosa. Certamente, il reparto necessiterebbe di qualche giocatore più giovane da far crescere accanto ai veterani (Simeone va per i 31 anni, Adams per i 30, Zapata per i 35).