Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha espresso con chiarezza il suo giudizio sull’ipotetica candidatura di Giancarlo Abete alla guida della FIGC. Pur definendolo “un carissimo amico”, De Laurentiis ha dichiarato che Abete non è “la persona adatta a fare questo lavoro”. Le sue parole, che hanno suscitato dibattito, sono state pronunciate oggi, venti aprile duemilaventisei, all’ingresso della sede della Lega Serie A, in occasione dell’assemblea dei club.

Il giudizio su Abete e l’apertura a Malagò

De Laurentiis ha voluto sottolineare il rispetto personale per Abete, ricordando che “il fratello è socio in una delle mie società”.

Tuttavia, ha ribadito che, a suo avviso, non è la figura giusta per guidare la federazione. “Poi magari lui si risentirà di queste mie affermazioni, ma siamo abituati nella vita a esprimere il proprio pensiero in democrazia”, ha aggiunto, evidenziando la sua libertà di espressione.

Subito dopo, il presidente azzurro ha rivolto l'attenzione a Giovanni Malagò, affermando: “Però adesso aspettiamo Malagò, alle tre avremo le idee più chiare. Ci spiegherà anche le sue idee, speriamo che collimino con le nostre, dopodiché andremo avanti, perché il calcio in Italia va veramente rifondato.” Questa dichiarazione evidenzia una chiara aspettativa di rinnovamento e una visione strategica per il futuro del sistema calcistico nazionale.

Il contesto e la visione per il futuro

De Laurentiis ha reiterato la necessità di un cambiamento profondo nel sistema calcio italiano. “Dal duemilaquattro ho sempre rotto le scatole a tutti dicendo guardate che è tutto vecchio, guardate che i bambini non guarderanno più il calcio, guardate che stiamo sbagliando tutto. Però nessuno ti ascolta, perché ognuno con il sedere è fortemente incollato alla propria poltrona. E non gli si stacca, non c’è niente da fare”, ha affermato, sottolineando la sua preoccupazione di lunga data per l'immobilismo e la difficoltà di introdurre innovazioni significative.

La corsa alla presidenza FIGC e le attese

In un contesto segnato dalle dimissioni di Gabriele Gravina, la candidatura di Giovanni Malagò emerge come la più forte.

Malagò sembrerebbe godere del sostegno di almeno tre quarti dei voti della Lega Serie A, che pesa per il diciotto per cento delle preferenze nell’elezione federale. Nel frattempo, Giancarlo Abete insiste sulla necessità di una convergenza sui programmi prima di avanzare nomi, evidenziando l'importanza di una visione condivisa per il rilancio del calcio italiano.

L'elezione del nuovo presidente della FIGC, fissata per il ventidue giugno, sarà un momento decisivo. La scelta avrà un ruolo cruciale nel rilancio del calcio italiano, in particolare dopo le deludenti prestazioni delle squadre nazionali e dei club nelle competizioni europee. La posta in gioco è alta per dare nuovo slancio e prestigio al movimento.