Paolo Zampolli, emissario di Donald Trump, ha avanzato una richiesta informale alla FIFA, indirizzata al presidente Gianni Infantino, per valutare la possibilità di un ripescaggio dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio, prendendo il posto dell’Iran. La notizia, originaria di New York e riportata dal Financial Times, è stata poi rilanciata in Italia. L’iniziativa sarebbe nata con l’obiettivo di rafforzare i rapporti tra il presidente degli Stati Uniti e la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni.

Zampolli ha spiegato pubblicamente la propria proposta, dichiarando: “Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali.

Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”. La proposta, tuttavia, non ha trovato riscontro ufficiale da parte della FIFA, né da parte delle federazioni calcistiche coinvolte, mantenendosi al livello di una mera suggestione.

La posizione della FIFA e la conferma dell'Iran

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, aveva già ribadito la scorsa settimana la presenza confermata dell’Iran alla competizione. In quell'occasione, Infantino aveva affermato: “La squadra iraniana verrà sicuramente, speriamo che per allora, naturalmente, la situazione sia pacifica. Ciò sarebbe sicuramente d’aiuto, ma l’Iran deve venire, se intende rappresentare il proprio popolo.

Si è qualificato, vuole davvero giocare e deve giocare”. L’Iran, dal canto suo, ha fermamente confermato la volontà di partecipare al torneo e ha dichiarato di essere pronto per la manifestazione, respingendo implicitamente ogni ipotesi di esclusione.

La richiesta di Zampolli, dunque, rimane al momento un’iniziativa personale senza alcun riscontro ufficiale da parte degli organismi calcistici internazionali. La FIFA non ha rilasciato commenti aggiuntivi in merito alla specifica proposta, e la posizione dell’Iran appare salda, anche in considerazione della regolare qualificazione ottenuta sul campo, che ne legittima pienamente la partecipazione.

Contesto diplomatico e prospettive sportive

La proposta avanzata da Zampolli si inserisce in un più ampio contesto di rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Italia, con l’intento di favorire un riavvicinamento tra i due governi.

Per l’Italia, reduce dalla mancata qualificazione ai Mondiali dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina nelle qualificazioni, questa suggestione ha riacceso, almeno a livello mediatico, una flebile speranza di una partecipazione straordinaria. Nonostante ciò, la FIFA e le federazioni calcistiche interessate non hanno fornito risposte ufficiali alla richiesta di Zampolli. L’Iran, invece, ha ribadito con forza la propria intenzione di partecipare, sottolineando che ogni decisione definitiva sulla propria presenza dipenderà esclusivamente dalle comunicazioni ufficiali della FIFA, e non da proposte esterne.

La vicenda evidenzia come le dinamiche sportive possano talvolta intrecciarsi con quelle diplomatiche e politiche.

Tuttavia, al momento, la composizione delle squadre partecipanti ai prossimi Mondiali di calcio resta invariata: l’Iran è regolarmente qualificato e l’Italia, purtroppo, rimane esclusa dalla competizione, con la richiesta di ripescaggio che non ha trovato terreno fertile.