La tensione nella Roma non accenna a diminuire e, dopo la sfuriata di Claudio Ranieri nel pre-gara contro il Pisa, è arrivata la replica di Gian Piero Gasperini. Il tecnico giallorosso, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida con l’Atalanta, ha voluto chiarire la propria posizione, spiegando come l’episodio lo abbia colto completamente di sorpresa. Parole misurate, ma dense di significato, che confermano un clima tutt’altro che disteso all’interno del centro sportivo romanista.
La sorpresa di Gasperini e il tentativo di chiudere il caso
Davanti ai giornalisti, Gasperini ha raccontato la propria versione dei fatti: “È stata una sorpresa incredibile perché non c'è mai stato un tono diverso tra me e Ranieri sia nelle conferenze con altra gente sia nei rapporti diretti tra noi due. È stata una cosa inaspettata, in tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione o questi toni da parte sua”. Parole che evidenziano stupore e, al tempo stesso, una certa amarezza per quanto accaduto. Dopo questa introduzione, il tecnico piemontese ha provato a chiudere definitivamente la questione, spiegando di non voler più tornare sull’episodio per non alimentare ulteriori polemiche. Una scelta dettata probabilmente dalla volontà di riportare l’attenzione sul campo, in un momento cruciale della stagione, ma che non ha comunque cancellato la sensazione di tensione che continua a circolare nell’ambiente della Roma.
Le lacrime pensando al passato e la pressione della settimana
La conferenza, però, ha assunto contorni ancora più intensi nella parte finale. Incisivo sulle domande legate alla sfida contro l’Atalanta, sua ex squadra, Gasperini ha iniziato a parlare delle esperienze vissute a Bergamo e al Genoa. In quel momento l’emozione ha preso il sopravvento: l’allenatore, visibilmente provato, è scoppiato in lacrime, lasciando la sala e sorprendendo gli astanti. Uno sfogo che appare come la conseguenza della pressione accumulata negli ultimi giorni, tra critiche mediatiche, polemiche e l’immagine di un tecnico dipinto come elemento destabilizzante. Le lacrime raccontano invece un allenatore coinvolto emotivamente e desideroso di difendere il proprio lavoro. Un segnale umano, forse, in una settimana in cui a Trigoria le tensioni hanno superato i confini del campo.