Negli ultimi sette anni la Roma sembra essere intrappolata in una sorta di loop senza via d’uscita, una ripetizione ciclica di risultati e sensazioni che alimenta frustrazione e disillusione nella piazza giallorossa. Ogni stagione segue un copione ormai familiare: una fase iniziale o intermedia in cui la squadra si fa apprezzare per gioco e risultati, accendendo l’entusiasmo dei tifosi, seguita puntualmente da un crollo improvviso e difficilmente spiegabile. Il bilancio finale è quasi sempre lo stesso: nessun trofeo in bacheca e piazzamenti compresi tra il quinto e il settimo posto, sufficienti per restare agganciati a competizioni europee di seconda fascia ma lontani dalle ambizioni dichiarate.
Un andamento che ha generato l’impressione di un immobilismo strutturale, con la Roma incapace di compiere il salto definitivo verso l’élite del calcio italiano.
Un rinnovamento invocato ma mai realizzato
Una parte consistente della tifoseria chiede da tempo un rinnovamento profondo, ma le mosse della società sembrano andare in direzione opposta. Anche in questa stagione si parla infatti di possibili prolungamenti di contratti importanti per giocatori come Cristante, Mancini e Pellegrini, un trio presente nella Capitale dal 2018. Un dato che assume un peso simbolico: l’ultimo anno in cui la Roma partecipò alla Champions League non fu frutto del loro percorso, ma dell’eredità lasciata dalla squadra costruita in precedenza.
Nonostante ciò, questi elementi continuano a rappresentare il nucleo stabile della rosa, dando l’impressione di essere intoccabili. La continuità, anziché diventare un valore, si è trasformata per molti in un limite, con la sensazione che il mancato ricambio abbia contribuito a mantenere la squadra in una zona grigia, lontana sia dalla lotta scudetto sia da un reale rilancio internazionale.
Allenatori in bilico e proprietà distante
Se i giocatori sembrano godere di una certa stabilità, lo stesso non si può dire per gli allenatori. Negli ultimi anni la panchina giallorossa è diventata una delle più instabili del panorama italiano, con tecnici che si alternano senza riuscire a imprimere una svolta duratura.
Al netto delle parole di circostanza pronunciate dal direttore sportivo Massara, anche l’attuale guida tecnica Gasperini potrebbe finire sotto esame qualora la squadra dovesse chiudere al sesto posto o peggio, soprattutto con l’Atalanta pronta a incalzare. In questo scenario, il tecnico piemontese rischierebbe di diventare il quinto allenatore in sei anni sotto la gestione del presidente Friedkin. Un dato che evidenzia una strategia poco lineare, aggravata dalla percezione di una proprietà distante: il numero uno texano non mette piede all’Olimpico da oltre due anni, alimentando ulteriormente il malcontento della piazza. Così, stagione dopo stagione, la Roma continua a muoversi nello stesso schema, tra speranze iniziali e delusioni finali, senza che il tanto invocato cambiamento riesca davvero a concretizzarsi