Il vicepremier Matteo Salvini, intervenuto a Milano a margine di un gazebo della Lega, ha espresso una posizione chiara riguardo la possibile candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC. Salvini ha dichiarato di preferire un cambiamento generazionale e l’emergere di “qualche volto nuovo” per il calcio italiano, auspicando un ricambio.
Interrogato sullo sfogo dell’ex presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, il vicepremier ha risposto in modo conciso: “Non so cosa abbia detto, però non mi manca come presidente della Federcalcio”.
Salvini ha anche commentato la recente sconfitta del Milan, squadra di cui è tifoso: “Ero allo stadio con mia figlia. Ho fischiato, ma non Leao, tutta la squadra. Nessuno escluso”.
La corsa alla presidenza della FIGC: elezioni e candidati
Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno ufficialmente aperto la competizione per la presidenza della FIGC, con le elezioni fissate per il 22 giugno. Tra i nomi più discussi per la successione figura quello di Giovanni Malagò, già presidente del CONI, che gode del sostegno di una parte della Lega Serie A. Quest'ultima detiene circa il 18% dei voti all'interno dell'assemblea federale.
Tuttavia, la posizione di Salvini evidenzia una preferenza per un rinnovamento profondo, distanziandosi dall'ipotesi Malagò.
Altri profili autorevoli, come quello di Giancarlo Abete, rimangono in gioco, forte del significativo 34% dei voti garantiti dalla Lega Dilettanti.
La scelta del nuovo presidente della FIGC rappresenta un momento cruciale per definire la direzione futura del calcio italiano, bilanciando la necessità di continuità istituzionale con l'esigenza di un potenziale rinnovamento.