Si è conclusa al Collegio di garanzia dello Sport presso il Coni l'udienza sul ricorso di Antonio Zappi, presidente dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA), inibito per tredici mesi. L'incontro, di circa un'ora e mezza, ha visto Zappi dichiarare all'uscita: "Aspettiamo con fiducia".

Il procedimento verte sulla squalifica inflitta a Zappi. Il suo legale ha avanzato una richiesta di rinvio, motivandola con la possibile connessione a un'indagine della Procura di Milano. Il Collegio di garanzia ha però rigettato la richiesta, procedendo senza attendere gli sviluppi da Milano.

Le posizioni delle parti in udienza

L'avvocato Sergio Santoro, difensore di Zappi, ha sostenuto la necessità di attendere gli esiti dell'indagine milanese per il procedimento sportivo. L'avvocato della Figc, Giancarlo Viglione, ha invece ribadito l'assenza di una "connessione diretta" tra i due procedimenti. Viglione ha evidenziato l'urgenza di una decisione definitiva: "La Figc non può restare in questo stato di incertezza. Abbiamo bisogno di sapere se Zappi può tornare a fare il presidente, abbiamo necessità di chiarezza".

Il Collegio di garanzia e le implicazioni per l'AIA

Il Collegio di garanzia dello Sport è l'ultimo grado della giustizia sportiva italiana, deputato a valutare ricorsi su decisioni disciplinari e amministrative.

Il caso Zappi è cruciale per l'AIA, che attende chiarezza sulla guida dell'associazione. La decisione sarà determinante per il futuro della presidenza AIA e la gestione delle attività arbitrali.

La vicenda è ora in attesa della pronuncia definitiva, che chiarirà se Antonio Zappi potrà riprendere il suo ruolo o se la squalifica sarà confermata.