Un episodio insolito ha coinvolto Antonio Conte, allenatore del Napoli, all’ingresso del centro sportivo di Castel Volturno. In un momento di incertezza sul suo futuro alla guida degli azzurri, il tecnico ha ricevuto un corno rosso, simbolo della tradizione scaramantica napoletana, e ha assistito a un rito per allontanare il malocchio.

Il gesto è stato officiato da Genny Di Virgilio, maestro dell’arte presepiale di San Gregorio Armeno e tifoso del Napoli. L’incontro è avvenuto nel parcheggio, dove Di Virgilio ha consegnato a Conte l’amuleto e ha eseguito il rito pagano.

L’allenatore "ha molto apprezzato", riferisce Di Virgilio, aggiungendo che Conte gli avrebbe detto: "Dovevi portarmelo prima". L’episodio si inserisce nel contesto di incertezza per il futuro di Conte sulla panchina del Napoli.

Il corno rosso nella superstizione partenopea

Il corno rosso, noto come "’o curniciello", è un oggetto iconico della superstizione napoletana. Tradizionalmente, deve essere regalato per essere efficace, spesso con il rito di pungere il palmo del destinatario. Le sue origini sono antiche e si sono consolidate attraverso le credenze popolari.

Oltre al corno rosso, la scaramanzia napoletana include gesti e oggetti come il ferro di cavallo, il gesto delle corna verso il basso e il pane capovolto, tutti volti a scongiurare la sfortuna e il malocchio.

Superstizione e calcio a Napoli

La superstizione a Napoli si intreccia con la vita pubblica e sportiva. Episodi simili a quello di Conte hanno visto allenatori e calciatori affidarsi a riti e amuleti per propiziare la buona sorte. La cultura popolare partenopea attribuisce grande importanza a questi gesti, considerandoli parte integrante della lotta contro la sfortuna, specialmente in ambiti competitivi come il calcio. Il legame tra sport e scaramanzia è particolarmente sentito, rafforzando il senso di appartenenza e l’identità della squadra e dei tifosi.