La Fifa ha invitato l'Iran a Zurigo entro il 20 maggio per definire la trasferta negli Stati Uniti ai Mondiali 2026. Il contesto è di tensioni politiche e logistiche, acuite dal conflitto Iran-USA.
Nonostante le difficoltà, l'Iran disputerà le tre partite della fase a gironi tra Los Angeles e Seattle. Gianni Infantino, presidente Fifa, ha confermato al 76º Congresso di Vancouver la partecipazione iraniana. Al Congresso, però, sono emerse criticità: la delegazione ha annullato la partecipazione per comportamento offensivo degli agenti dell'immigrazione a Toronto.
Le sfide diplomatiche e le richieste iraniane
La situazione è aggravata dalla classificazione canadese del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) quale organizzazione terroristica. Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ex membro dell'IRGC, ha chiesto alla Fifa un incontro per "molte questioni". La Fifa non modificherà il calendario, ma attende risposta e auspica un incontro prima dei Mondiali, l'11 giugno.
L'Iran, che aveva minacciato un boicottaggio, ha chiesto di spostare le partite in Messico; richiesta respinta. Il ritiro pre-mondiale è a Tucson, Arizona. Donald Trump ha detto: "Se Gianni lo ha detto, allora per me va bene … penso che dovremmo lasciarli giocare".
Il cammino dell'Iran nel torneo
L'Iran è nel Gruppo G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto; la prima partita è il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. L'invito a Zurigo è cruciale per garantire la partecipazione e chiarire questioni amministrative e diplomatiche.