La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha confermato l'ammissione delle candidature di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete per la presidenza federale. L'annuncio precede l'importante assemblea elettiva, fissata per il 22 giugno, che si terrà presso il prestigioso Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel. Entrambi i candidati hanno rispettato i termini regolamentari, depositando la documentazione necessaria, inclusi i rispettivi programmi elettorali, entro i quaranta giorni stabiliti prima della data dell'assemblea.
Nel dettaglio, la candidatura di Giancarlo Abete ha ricevuto il sostegno ufficiale della Lega Nazionale Dilettanti, evidenziando una base di appoggio significativa.
Parallelamente, Giovanni Malagò ha ottenuto l'accredito dalla Lega Calcio Serie A, confermando il supporto delle massime serie professionistiche. È stata invece esclusa la candidatura di Renato Miele, in quanto non ha soddisfatto i requisiti previsti dal regolamento federale, mancando l'accredito da parte di almeno la metà più uno dei delegati assembleari di una Lega o di una componente tecnica. La Federcalcio ha specificato che sia Malagò che Abete hanno presentato i loro piani programmatici contestualmente al deposito delle candidature.
Le dinamiche elettorali e i programmi dei candidati
L'appuntamento elettorale del 22 giugno prevede due convocazioni: la prima alle ore 8.30 e la seconda alle ore 11.00.
I programmi elettorali dettagliati dei due contendenti saranno resi pubblici dopo la loro validazione, un processo che dovrebbe concludersi entro il 22 maggio. Le prime analisi suggeriscono che le proposte di Malagò e Abete presentino diverse convergenze tematiche. Tra i punti chiave spiccano la riforma dei campionati e la revisione delle attuali normative relative alla pubblicità del betting. Giancarlo Abete ha sottolineato l'importanza di un dibattito incentrato sui contenuti, affermando: “Mi sono candidato per parlare di programmi, poi vedremo se ci sono punti di intesa”.
Sul fronte degli accreditamenti, Giovanni Malagò sembra godere di un vantaggio, potendo contare sul supporto di componenti federali di peso come la Serie A, la Serie B, l'Associazione Italiana Calciatori (AIC) e l'Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC).
Giancarlo Abete, dal canto suo, si avvale del solido appoggio della Lega Nazionale Dilettanti. Sebbene la composizione delle leghe per la stagione 2026/27 potrebbe teoricamente influenzare gli equilibri, le previsioni attuali non indicano ribaltoni significativi. Entrambi i candidati vantano un'esperienza pregressa in ruoli di spicco nel panorama sportivo italiano, preparandosi a guidare la FIGC in un periodo cruciale di rinnovamento e sfide.
Scenari futuri e le sfide della nuova presidenza
Il prossimo presidente della FIGC si troverà ad affrontare una serie di questioni di grande rilevanza per il calcio italiano. Tra queste, la decisione più attesa riguarda la scelta del commissario tecnico della Nazionale, un tema che genera sempre ampio dibattito e interesse, soprattutto in un momento di ridefinizione per la selezione azzurra.
Parallelamente, il Consiglio Federale sta esaminando la possibilità di un commissariamento dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), avendo richiesto un parere sulla legittimità e le modalità di nomina di un commissario tecnico. Altre sfide includono la formazione di una nuova squadra di governo federale e la potenziale inclusione di figure iconiche del calcio italiano, come Paolo Maldini, tra le ipotesi in discussione per ruoli di responsabilità. Il percorso elettorale si configura, pertanto, come un momento determinante per delineare il futuro assetto della federazione e, di conseguenza, dell'intero movimento calcistico nazionale.