Manuel Locatelli, capitano della Juventus, ha espresso sui social la sua profonda amarezza per la stagione appena conclusa, che non ha visto i bianconeri raggiungere gli obiettivi prefissati. In un lungo post, il centrocampista ha sottolineato come la mancata qualificazione alla prossima Champions League sia un "dolore che si sente ancora" all'interno della squadra.

"La stagione non è finita come volevamo. Non aver centrato l'obiettivo fa male, e il dolore si sente ancora. Perché alla Juventus non basta provarci, non basta giocarsela fino all'ultimo.

Bisogna dimostrare ogni giorno di meritarsi questa maglia, di saperne portare il peso e la responsabilità nei momenti più delicati. È la sua storia che te lo impone - si legge nel lungo post del centrocampista della Juventus sui social - ma questa delusione deve servirci da lezione. Deve essere il nostro motore, il punto da cui ripartire con fame, ambizione e senso d'appartenenza. Per tracciare una strada che possa riportare la Juve a essere la Juve, quella che rende orgogliosi i nostri splendidi tifosi".

Il desiderio di riscatto e la voglia di dimostrare

Nel suo messaggio, Locatelli ha voluto rimarcare la determinazione personale e collettiva nel voler reagire a questa annata complicata. "Il mio desiderio di dare tutto per questi colori è sempre più forte, e non vedo già l'ora di dimostrarlo", ha concluso il capitano, lasciando intendere che la squadra è pronta a ripartire con maggiore determinazione e spirito di sacrificio.

L'analisi della stagione e la ricerca della "cattiveria agonistica"

Nel corso della stagione, la Juventus ha vissuto momenti altalenanti, mantenendo il quarto posto in Serie A con un solo punto di vantaggio sulla Roma a poche giornate dal termine. Nonostante una striscia positiva di nove partite senza sconfitte, la squadra ha faticato a trovare continuità, come dimostrano i recenti pareggi contro Milan e Verona. Locatelli, intervenuto anche al podcast Juve Strength of Stories, ha sottolineato: "Penso che in alcuni momenti ci manchi un po' di cattiveria agonistica. Dobbiamo provare a segnare quando le partite sono ancora in bilico. Essere più cinici sotto porta ci aiuta. Il mister ce l'ha detto: serve un pizzico di cattiveria in più".

Il centrocampista ha ribadito che la pressione fa parte del DNA bianconero e che la squadra dovrà affrontare le ultime partite con maturità, consapevole che tutto dipende ancora dai propri risultati.