Il prossimo Mondiale di calcio, che prenderà il via l’11 giugno, si preannuncia ricco di sorprese non solo per l’aumento delle squadre partecipanti, ma anche per la lunga lista di grandi assenti. Tra infortuni, mancate qualificazioni e scelte tecniche, diversi protagonisti del calcio internazionale non calcheranno i campi della competizione più attesa.

L’Italia, ancora una volta, non sarà presente e con essa mancheranno giocatori di spicco come Gianluigi Donnarumma, Riccardo Calafiori, Sandro Tonali, Nicolò Barella e Federico Dimarco. La nazionale azzurra paga un tributo pesante, privando il torneo di alcuni dei suoi talenti più rappresentativi.

Anche la Polonia non sarà della partita: l’assenza di Robert Lewandowski, che ha lasciato il campo in lacrime dopo l’ultima gara di qualificazione, rappresenta uno dei rimpianti più grandi di questa edizione.

Le assenze eccellenti tra Europa e Africa

Tra le nazionali europee spicca anche la mancata qualificazione della Danimarca, che lascia a casa giocatori come Rasmus Hojlund, Morten Hjulmand ed Eriksen. L’Ungheria e la Georgia, escluse dalla fase finale, priveranno il pubblico delle giocate di Dominik Szoboszlai e Khvicha Kvaratskhelia, mentre la Slovenia non potrà contare su Benjamin Sesko e Jan Oblak. In Africa, la Nigeria non è riuscita a strappare il pass per il Mondiale: Victor Osimhen e Ademola Lookman resteranno dunque spettatori, così come Bryan Mbeumo del Camerun e Pierre-Emerick Aubameyang del Gabon.

Il Sudamerica registra l’assenza del Cile, che lascia fuori Alexis Sanchez. Tra i lungodegenti spiccano i nomi di Éder Militão e Rodrygo per il Brasile, Panichelli per l’Argentina, Hugo Ekitike per la Francia, Serge Gnabry e Marc-André ter Stegen per la Germania, Jack Grealish per l’Inghilterra, Xavi Simons per i Paesi Bassi e Mohammed Kudus per il Ghana.

Infortuni gravi e scelte tecniche decisive

Le cause delle assenze sono molteplici. Tra gli infortunati, Fermin Lopez (Spagna) è fuori per una frattura al piede, mentre Serge Gnabry (Germania) è stato escluso per un infortunio all’adduttore. L’Inghilterra dovrà fare a meno di Cole Palmer e Phil Foden dopo stagioni deludenti, mentre il Giappone perde Takumi Minamino e Kaoru Mitoma per gravi infortuni (trauma a legamento e muscolare).

Per il Brasile, oltre a Militão e Rodrygo, mancheranno anche João Pedro e Richarlison per motivi tecnici o fisici, e Estevao per un grave infortunio al flessore. Rodrygo, in particolare, non potrà partecipare a causa di un menisco e rottura del legamento crociato anteriore al ginocchio, con prognosi fino a fine 2026. Xavi Simons ha subito un infortunio al legamento crociato anteriore che lo esclude dal torneo, mentre Ekitike ha riportato una rottura del tendine d’Achille ad aprile, con possibile rientro non prima del gennaio 2027.

Non mancano poi le esclusioni dovute a scelte dei commissari tecnici: la Francia lascia a casa Kephren Thuram e Kolo Muani, il Brasile rinuncia a Joao Pedro, Gabriel Jesus, Carlos Augusto ed Ederson, mentre nell’Argentina di Lionel Messi non trova spazio Paulo Dybala.

Si può ipotizzare una formazione degli assenti che sarebbe competitiva in qualsiasi torneo: Donnarumma, Kerkez, Militão, Zabarnyi, Calafiori, Ederson, Tonali, Szoboszlai, Kvaratskhelia, Osimhen, Rodrygo.

Assenti illustri: dalla storia ai giorni nostri

La storia dei Mondiali è da sempre segnata da grandi esclusioni. Leggende come George Best, Ryan Giggs, George Weah e Alfredo Di Stefano non hanno mai avuto la possibilità di giocare la Coppa del Mondo, per motivi diversi tra cui la mancata qualificazione delle rispettive nazionali o problemi burocratici. Di Stefano, in particolare, fu assente in quattro edizioni per ragioni che vanno dalla mancata partecipazione dell’Argentina nel 1950, a questioni di cittadinanza e infortuni nelle edizioni successive.