Il Milan ha raggiunto un accordo con Ruben Amorim, individuandolo come il nuovo allenatore per la prossima stagione. Dopo settimane di attesa e incertezze, il tecnico portoghese guiderà la squadra rossonera con un contratto biennale, che include un’opzione per un terzo anno. L’ingaggio previsto si attesta intorno ai 3,5 milioni di euro netti a stagione, a cui si aggiungeranno bonus legati ai risultati sportivi, come la conquista di titoli e la qualificazione in Champions League.
La scelta di puntare su Amorim rappresenta una decisione strategica della dirigenza, in particolare di Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale, che hanno voluto affidare la guida tecnica a un profilo giovane ma con un curriculum già significativo.
Amorim, infatti, ha condotto lo Sporting Lisbona alla vittoria del titolo nazionale dopo diciannove anni di digiuno, registrando una sola sconfitta in campionato. Tuttavia, la sua esperienza più recente al Manchester United si è conclusa con un esonero a gennaio, dopo un periodo difficile in Premier League.
Le parole e i sogni di Amorim
Il tecnico portoghese, coetaneo di Cristiano Ronaldo, aveva già espresso in passato il suo profondo desiderio di approdare al Milan. Nove anni fa, dichiarò: “I miei sogni d’infanzia erano giocare nel Benfica e nel Milan. Ho portato a termine un obiettivo. Ora devo fare l’allenatore nell’altro”. In un’intervista del 2017, aveva ulteriormente specificato: “Da bambino mi piaceva guardare il Benfica e il Milan.
Avevo le videocassette dei rossoneri e ammiravo i loro campioni: da Maldini a Baresi, da Gullit a Rijkaard passando per Savicevic. Sognavo di giocare nel Benfica e nel Milan. Uno l’ho realizzato, col Benfica. Ora devo diventare l’allenatore dell’altro club”. Queste parole lo rendono, col senno di poi, un predestinato alla panchina rossonera.
Con l’arrivo di Amorim, il Milan potrebbe subire un profondo cambiamento tattico, orientandosi verso una difesa a tre, un pressing alto e l’utilizzo di esterni a tutta fascia. Anche il futuro di giocatori chiave, come Rafael Leao, potrebbe essere riscritto dalle nuove strategie tecniche. In Inghilterra, Amorim è stato definito “The new Special One”, un’etichetta che sottolinea le elevate aspettative che accompagnano il suo arrivo a Milano.
Nuovi scenari per la dirigenza rossonera
Parallelamente alla nomina dell’allenatore, il Milan sta lavorando per rafforzare la propria area tecnica. Si sono intensificati i contatti con Markus Krösche, attuale direttore tecnico dell’Eintracht Francoforte, considerato il principale candidato per la carica di direttore tecnico del club rossonero. Con lui potrebbe arrivare anche Timmo Hardung, attuale direttore sportivo del club tedesco. Questa possibile doppia operazione sta generando tensioni tra Milano e Francoforte, poiché Krösche è sotto contratto fino al 2028 e il Milan dovrebbe versare un indennizzo per assicurarsi le sue prestazioni. In alternativa, resta in corsa anche Devin Ozek, 31 anni, libero da vincoli dopo l’ultima esperienza con il Fenerbahce.
La rivoluzione rossonera, dopo settimane di incertezze, sembra dunque essere definitivamente iniziata. Il club ha accelerato per garantire una guida tecnica e dirigenziale solida, puntando su profili giovani ma già affermati a livello internazionale. L’attesa è ora per l’annuncio ufficiale e per osservare come Amorim plasmerà la nuova identità del Diavolo.