Carlo Ancelotti ha ufficialmente spiegato le ragioni del suo rifiuto alla panchina della Nazionale italiana, ribadendo il suo profondo legame con il Brasile e l'intenzione di onorare l'impegno preso con la Confederazione calcistica brasiliana (Cbf). La sua decisione è giunta mentre l'Italia annunciava Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico, dopo aver considerato nomi come Pep Guardiola e la vicenda Andrea Pirlo.
Intervistato da Espn, Ancelotti ha chiarito che la sua scelta non è stata dettata da questioni contrattuali. «Non è una questione di contratto; non è questo il motivo.
È perché ho un impegno nei confronti della Cbf e di questo Paese, perché questo Paese mi ha accolto così calorosamente durante questo primo anno. Voglio restare qui. E ho ringraziato la Federazione Italiana, naturalmente, ma voglio restare perché credo sia giusto e doveroso rimanere in un Paese che mi ha accolto così calorosamente, in un'istituzione che mi ha dato l'opportunità di lavorare».
Il Progetto Brasile di Ancelotti
Ancelotti, che ha assunto la guida della nazionale verdeoro dopo aver lasciato il Real Madrid, ha firmato a maggio un prolungamento di contratto con la Cbf valido fino ai Mondiali del 2030. Nonostante l'eliminazione agli ottavi di finale contro la Norvegia ai Mondiali, la più precoce dal 1990, il tecnico ha mantenuto una visione positiva.
«Il risultato dei Mondiali non è stato positivo; ha deluso tutti e siamo tutti tristi. Ma dobbiamo guardare indietro a ciò che è già successo con un occhio e guardare al futuro con l'altro, perché questa nuova generazione di giocatori – questo Paese ha giocatori di talento – e possiamo costruire un futuro positivo».
Il commissario tecnico si prepara ora a un profondo rinnovamento della squadra. Diversi veterani lasceranno la nazionale, tra cui Neymar, che ha ribadito la sua decisione di ritirarsi. «Credo che, storicamente, una generazione giunga al termine e un'altra debba prendere il suo posto; deve essere migliore della precedente», ha dichiarato Ancelotti. Per giocatori come Alisson Becker, Casemiro, Danilo e Alex Sandro, tutti oltre i trentatré anni, Ancelotti non ha escluso la permanenza, ma ha chiarito la necessità di cambiamenti.
«Pensiamo che alcuni potrebbero entrare a far parte della squadra, ma dobbiamo guardare ad un nuovo ciclo, e lo faremo, inserendo nuovi giocatori», ha spiegato. «È un capitolo che si chiude. Ovviamente, dobbiamo ringraziarli tutti, e nutro un grande affetto per ognuno di loro».
La Scelta dell'Italia e il Contesto Nazionale
La decisione di Ancelotti si inserisce in un periodo di transizione per la Nazionale italiana. Paolo Maldini, allora direttore tecnico, aveva contattato Ancelotti per offrirgli la panchina azzurra. Dopo i rifiuti di Ancelotti e di Pep Guardiola, la Figc ha optato per Roberto Mancini, che ha siglato un accordo quadriennale. La Federazione aveva avviato i contatti con Ancelotti e Guardiola in un momento di crisi per l'Italia, dopo la mancata qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva. Tuttavia, i costi elevati e la volontà dei tecnici di rispettare i propri impegni hanno indirizzato la scelta verso una soluzione interna, per rilanciare il progetto azzurro.