La recente e ferma presa di posizione dell'Uefa contro la Fifa sta generando significative ripercussioni sul panorama calcistico internazionale. L'organizzazione europea ha infatti annunciato la possibile esclusione delle selezioni delle federazioni affiliate dai tornei Fifa, mettendo a rischio la partecipazione delle squadre europee a diverse competizioni di rilievo. Tra queste, il Mondiale femminile Under 20, in programma dal 5 settembre in Polonia, è il primo evento a trovarsi sotto questa minaccia. L'Italia, già qualificata, dovrebbe prendervi parte insieme ad altre ventitré nazionali, incluse quattro europee.

La situazione di tensione scaturisce dalla netta opposizione dell'Uefa e delle sue cinquantacinque federazioni membri alla proposta della Fifa di cedere interessi di proprietà dei tornei, inclusa la Coppa del Mondo, a investitori privati. In una dichiarazione ufficiale, l'Uefa ha ribadito la sua posizione unitaria: "Uefa e le sue federazioni nazionali non parteciperanno alle competizioni Fifa. Uefa e le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Rifiutiamo all'unanimità e senza equivoci la proposta della Fifa di trasferire interessi di proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati. La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto d'investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio".

Le competizioni internazionali a rischio

Oltre al Mondiale femminile Under 20, numerosi altri tornei Fifa tra la fine del 2026 e il 2027 potrebbero essere coinvolti dal boicottaggio europeo. Tra questi, si segnalano:

  • La Coppa del mondo Under 17 femminile, prevista in Marocco dal 17 ottobre al 7 novembre, con la partecipazione di ventiquattro squadre, di cui cinque europee.
  • La Coppa del mondo Under 17 maschile, ospitata in Qatar dal 19 novembre al 13 dicembre, con quarantotto squadre e undici rappresentanti Uefa, tra cui l'Italia.
  • Nel 2027, la Champions Cup femminile a Miami vedrà la presenza del Barcellona come unica squadra europea qualificata.
  • Il Mondiale femminile 2027, ospitato dal Brasile dal 24 giugno al 25 luglio, dovrebbe accogliere undici o dodici squadre europee su trentadue totali, con l'Italia ancora in corsa per la qualificazione.

La dichiarazione Uefa è categorica: "nessuna squadra nazionale Uefa parteciperà a competizioni Fifa finché queste proposte rimarranno in vigore, a meno che non vengano abbandonate completamente e non siano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la governance o le competizioni alla proprietà privata".

L'organizzazione europea conclude con fermezza: "La Coppa del Mondo appartiene al calcio. Lo sarà sempre. E finché l'Europa avrà voce, non sarà mai in vendita".

La posizione Uefa e le prospettive

La posizione assunta dall'Uefa segna un momento cruciale nelle relazioni tra le principali istituzioni calcistiche mondiali. La federazione europea critica aspramente la Fifa per aver concepito la proposta "in segreto" e averla portata "sull'orlo dell'approvazione senza alcuna consultazione significativa con chi è incaricato di guidare il gioco". Secondo l'Uefa, l'ingresso di investitori privati altererebbe radicalmente la natura delle competizioni, subordinando le decisioni sportive alle logiche di profitto degli azionisti.

"Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di chi ha come primo dovere massimizzare il ritorno finanziario", si legge nella nota.

In attesa di sviluppi, la minaccia di boicottaggio crea una pesante incognita sull'immediato futuro delle competizioni internazionali, in primis il Mondiale femminile Under 20 di settembre. La speranza, condivisa da molti addetti ai lavori, è che si possa trovare una soluzione prima dell'inizio delle qualificazioni ai grandi tornei, evitando così una frattura che rischierebbe di penalizzare atlete, squadre e tifosi di tutto il continente.