La Concacaf, la confederazione calcistica che raggruppa 41 federazioni del Nord America, dell’America Centrale e dei Caraibi, ha respinto all'unanimità il piano della Fifa di apertura agli investitori privati, la proposta Fifa Forward Enterprise (Ffe). Questa decisione si allinea alla ferma opposizione espressa poche ore prima dall’Uefa e dalle sue 55 federazioni. La Concacaf ha ribadito che “il futuro del calcio deve restare nelle mani della nostra famiglia calcistica”.
Le motivazioni del rifiuto unanime
Sotto la presidenza di Victor Montagliani, i rappresentanti delle 41 federazioni hanno esaminato la proposta Fifa Forward Enterprise (Ffe).
Durante l'incontro, i membri hanno espresso "serie preoccupazioni per la mancanza di un giusto procedimento, per la scadenza artificialmente breve imposta e per il fatto che nessun organo di governo competente della Fifa l’ha esaminata o approvata". Tali criticità hanno portato la Concacaf a respingere la proposta, con la chiara dichiarazione che "il futuro del calcio, e il suo bene più grande, deve rimanere nelle mani della nostra famiglia calcistica".
Richieste alla Fifa e l'opposizione internazionale
I rappresentanti della Concacaf nel Consiglio Fifa sono stati incaricati di avviare un dialogo con la federazione internazionale per valutare l'impiego delle ingenti riserve economiche della Fifa per lo sviluppo del calcio nella regione e di istruire il presidente Infantino affinché ogni questione segua le corrette procedure di governance, conformemente allo Statuto.
La decisione si inserisce in un contesto di opposizione al piano Fifa. L’Uefa aveva annunciato un possibile boicottaggio delle competizioni Fifa, definendo il piano un superamento di un limite. L’Uefa ha affermato con forza che “l’anima e la governance del calcio non sono beni da svendere” e che “nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla Fifa venderlo”. Le motivazioni di Concacaf e Uefa convergono sulla necessità di preservare l'integrità del calcio e le sue corrette procedure decisionali.