La Procura di Milano ha richiesto l'archiviazione per l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e per l'Inter, indagata per responsabilità amministrativa, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali. I magistrati hanno concluso che non emergono elementi sufficienti a sostenere l'accusa di frode sportiva, definendo le ipotesi formulate come "mera illazione". La decisione giunge dopo un'indagine che non ha trovato prove di un sistema strutturato volto a pilotare le nomine.

Le motivazioni dell'archiviazione

I pubblici ministeri hanno rilevato singoli episodi di presunta interferenza, ma non è stato possibile dimostrare l'esistenza di un sistema strutturato finalizzato a manipolare le nomine arbitrali.

Le attività investigative, incluse intercettazioni, pedinamenti e testimonianze, non hanno fornito prove concrete di una "combine" o di contatti diretti tra Rocchi e gli esponenti del club nerazzurro. L'ipotesi che Rocchi avesse agito in concorso con figure dell'Inter per favorire designazioni gradite è risultata priva di un solido fondamento probatorio.

Il vuoto probatorio e le sue implicazioni

I magistrati hanno evidenziato come la base probatoria, fondata su rapporti personali tra Rocchi, Gravina e Marotta, sia stata ritenuta insufficiente. Tale base, infatti, non è idonea a sostenere l'accusa di frode sportiva, che richiede almeno un indizio concreto di una promessa di utilità. In assenza di tale prova, l'ipotesi accusatoria si è ridotta a una suggestione priva di effettivi riscontri.

Di conseguenza, la Procura ha trasmesso gli atti alla giustizia sportiva, alla Procura Generale del Coni e alla Procura di Monza, quest'ultima per il filone relativo alle presunte "bussate" alla sala VAR, per eventuali ulteriori valutazioni.

Gli esiti dell'indagine

La richiesta di archiviazione è stata formalizzata il 15 luglio 2026, a conclusione di un'indagine durata due anni. Durante questo periodo, non è emersa alcuna prova concreta di "combine" o di contatti diretti tra l'ex designatore Gianluca Rocchi e i dirigenti dell'Inter. Anche la società nerazzurra è stata archiviata per mancanza del reato presupposto. Gli atti sono stati inviati alla Procura federale della FIGC e alla Procura Generale dello Sport del Coni, affinché possano procedere con le valutazioni disciplinari o sportive ritenute opportune.